borse di tela
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Le borse di tela, o tote bag, hanno sostituito quasi completamente le buste di plastica. Ma nessuno sa che bisogna usare la stessa shopper di tela circa 7mila volte per compensare l’impatto ambientale

Da qualche decennio ormai stiamo utilizzando le borse di tela come sostitute delle buste di plastica. Nel nostro inconscio questa soluzione ci rende soddisfatti, ecologici e rispettosi dell’ambiente ma in pochi sanno che le buste in cotone stanno diventando, al contrario, una minaccia per l’ambiente. Già, perché è praticamente imminente una catastrofe ecologica se le shopper bag continuano ad essere prodotte.

Report sulle borse di tela: il cotone biologico

Il primo report che fa luce sull’effettivo impatto ambientale delle tote bag è redatto dal Ministero dell’Ambiente e dell’Alimentazione del Regno di Danimarca, pubblicato nel 2018. Qualche giorno fa la rivista francese “Madame Le Figaro” ha ripreso e pubblicato il rapporto, in particolare un passaggio fondamentale. “Sarebbe necessario riutilizzare la stessa shopper di tela circa 7mila volte per compensare l’impatto complessivo della sua produzione, o addirittura 20mila volte se si tratta di un modello in cotone biologico”, evidenzia il Ministero.

Infatti, il cotone biologico è sì amico dell’ambiente ma allo stesso tempo nasconde alcuni aspetti non realmente ecologici. Il cotone organico viene solitamente coltivato da aziende di piccole dimensioni che sfruttano l’acqua piovana per irrigare il terreno, producendo il 46% in meno di emissioni di gas serra rispetto al cotone tradizionale. Il cotone biologico è quindi molto richiesto dalle industrie tessili generando maggior richiesta e un aumento della produzione. L’aumento di produzione provoca, di conseguenza, maggiori emissioni di gas serra rispetto alla produzione del cotone tradizionale. Ecco spiegato perché una borsa di tela realizzata con cotone biologico dovrebbe essere utilizzata 20mila volte per compensare l’impatto ambientale.

Il motivo dell’aumento di produzione di borse di tela è anche la branding awareness e i diversi gadget che le aziende propongono al cliente. Infatti, le stampe riportate sul tessuto identificano quel prodotto e a causa di ciò difficilmente verrà riutilizzato dal consumatore. L’inutilizzo delle tote bags è un problema non indifferente, in quanto è esso stesso una causa dell’impatto ambientale. A ragione di ciò anche uno studio della British Environmental Agency (UKEA) del 2008 testimonia che “la produzione di una tote bag di cotone è meno eco-friendly di un modello in polietilene, a causa della sua produzione e costi di distribuzione”.

Report sulle borse di tela: sfruttamento di manodopera e cotone non riciclabile

Non è finita qui con i “contro” del cotone biologico, perché ancora non abbiamo trattato la questione sociale. Il New York Times l’estate scorsa aveva anche fatto il punto sulla sostenibilità umana della produzione delle borse di tela parlando delle condizioni di vita della comunità uiguri nella provincia cinese dello Xinjiang. Oltre al consumo di acqua e all’uso dei pesticidi, il cotone biologico incide anche socialmente sulla popolazione a causa delle politiche governative dittatoriali cinesi. Lo Xinjiang, tra l’altro, è la fonte del 20% della produzione di cotone mondiale.

Infine, le borse di tela che riportano loghi, immagini o altre stampe non possono essere riciclate perché sono trattate chimicamente. Quindi non sarebbe il caso di ridurre, o meglio evitare, la produzione di shopping bag in cotone?