
Avete mai bevuto il tè viola? Leggermente amaro, il lapacho vanta tante proprietà benefiche che vale la pena conoscere.
Chiamato anche tè degli Incas, il lapacho è un particolare tè viola che si ottiene dalla lavorazione della corteccia interna della Tabebuia avellanedae, una pianta arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Bignoniacee. Originaria del Sud America, è una pianta di grandi dimensioni, con meravigliosi fiori rosa, rossi e porpora. L’infuso viene preparato da tempo immemore come rimedio naturale per contrastare diverse problematiche.
Il lapacho vanta diverse proprietà: depurative, antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulanti, immunostimolanti, antimicrobiche, antibatteriche, antiparassitarie e antimicotiche. Viene consigliato per combattere i radicali liberi, le infezioni delle vie urinarie e fungine (come candida, cistite, prostatite), le infezioni del cavo orale e delle prime vie aeree, il raffreddore, l’influenza e la sinusite. E’ utile pure in caso di artrite e artrosi, infiammazioni e infezioni del tratto gastro-intestinale (compresi colite, gastrite, disbiosi, colon irritabile e intolleranze). Inoltre, il tè viola aiuta a sostenere il sistema immunitario, a depurare il fegato e il sistema linfatico e a trattare eczema, psoriasi, acne e foruncolosi.

Lapacho: usi e controindicazioni
Il lapacho si trova in commercio sia in corteccia che in gocce e in capsule. Per quanto riguarda l’infuso, la dose consigliata è di 5 grammi per ogni litro d’acqua, con tempo di infusione di 10/15 minuti. Il tè viola delle Ande non presenta particolari controindicazioni, ma non deve essere assunto dalle donne in gravidanza e allattamento, dalle persone con malattie renali, dagli emofilici e da quanti sono sotto terapia di farmaci anticoagulanti. In caso di assunzione in quantità eccessive, può causare disturbi gastrointestinali come vomito e nausea.









