Borgogna, Francia

Al decimo posto nel libro “Best in Travel” si piazza quello che è considerato uno dei paesaggi rurali più belli della Francia

Come da tradizione, anche quest’anno Lonely Planet, la bibbia dei viaggiatori di tutto il mondo, con il libro “Best in Travel”, ha svelato i 10 migliori paesi, città e regioni, che praticano il turismo sostenibile, da visitare il prossimo anno. Al decimo posto della classifica delle 10 regioni più sostenibili al mondo, si piazza la Borgogna, in Francia.

Borgogna

La Borgogna vanta alcuni dei paesaggi rurali più belli della Francia. Le cittadine della regione e il bellissimo capoluogo Digione custodiscono un magnifico patrimonio architettonico risalente al Rinascimento e al Medioevo, le cui radici affondano nelle antiche civiltà gallo-romana e celtica. Qui, il vino e la cucina rivestono una grande importanza, tanto che i suoi vigneti sono stati inseriti dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità.

In Borgogna furono i celti a cimentarsi con la vite e il vino e chi visita questa regione può scoprire le origini di questa bevanda attraverso un tour lento tra villaggi medievali, cantine rustiche a conduzione familiare, vigne curate a mano e campi di senape. A 44 km a sud da Digione sorge Beaune, che è considerata il capoluogo non ufficiale della Côte d’Or. Qui la principale attrattiva è il vino, che vi viene prodotto, degustato e venduto. Per questo motivo Beaune è ritenuta una delle località migliori di tutta la Francia per dedicarsi alla degustazione dei vini e una delle principali mete turistiche della Borgogna. 

Il fiore all’occhiello del centro storico di Beaune è costituito dal magnifico Hôtel- Dieu, l’ospedale dei poveri di epoca medievale. Sotto le strade della città si cela un labirinto di cantine vinicole risalenti a diversi secoli fa, dove sono conservati alcuni dei vini più pregiati del mondo. Digione poi, è una delle città più affascinanti della Francia. Pieno di eleganti edifici medievali e rinascimentali costruiti tra il XIV e il XV secolo, quando la città conobbe il suo massimo splendore come capitale del Ducato di Borgogna, il centro storico è un posto incantevole da scoprire a piedi.

Da visitare anche Les Halles, il favoloso mercato coperto ottocentesco. All’interno di un edificio dichiarato patrimonio nazionale nel 1975, si trovano decine di bancarelle che fervono di attività quattro mattine la settimana, in particolare il sabato. Tappa imperdibile è poi il pittoresco borgo medievale di Noyers, situato 30 km a sud-est di Auxerre, immerso in un paesaggio fatto di pascoli ondulati, colline boscose e una stretta ansa del fiume Serein. 

Buona parte del centro abitato è racchiusa da bastioni di pietra e spalti fortificati e tra le due imponenti porte in pietra si snodano vie acciottolate, sulle quali si affacciano suggestive case munite di timpano costruite tra il XV e il XVI secolo, passaggi ad arco in legno e in pietra e diverse gallerie d’arte. Noyers costituisce la base ideale per gli escursionisti che desiderano visitare la zona. Un sentiero costeggia il margine orientale dell’abitato tra le mura della città vecchia e il fiume, risalendo la collina fino a raggiungere le rovine di un castello che si trova sulla sua sommità.

Fondata nel 1118 e inserita dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, l’Abbaye de Fontenay permette di immergersi nella quotidianità dei monaci cistercensi. Questo capolavoro dell’architettura monastica medievale comprende un’austera chiesa romanica, un dormitorio per i monaci con la volta a botte e la prima officina metallurgica d’Europa, al cui interno è possibile vedere la ricostruzione funzionante del martello idraulico che veniva utilizzato dai monaci nel XIII secolo. 

Da visitare anche Autun ‒ all’epoca conosciuta con il nome di Augustodunum ‒ che era uno dei centri più importanti della Gallia romana, con una cinta muraria lunga 6 km punteggiata di poderosi bastioni, quattro porte monumentali, due teatri, un anfiteatro e una rete di acquedotti. A partire dal 269 d.C., la città venne saccheggiata più volte da tribù barbare e iniziò lentamente a declinare. La situazione migliorò nel Medioevo, quando venne costruita l’imponente Cathédrale Saint-Lazare. 

Al Musée Rolin è possibile ammirare una ricca collezione di reperti gallo-romani, i capolavori romanici del XII secolo, i dipinti del XV secolo e le opere di arte moderna, tra le quali spiccano i lavori di Maurice Denis, Jean Dubuffet e Joan Miró. Il principale capolavoro è però, la Tentazione di Eva di Gisleberto, un bassorilievo che tratteggia il celebre episodio biblico con insolita sensualità. 

Il minuscolo borgo di Vézelay è uno dei gioielli architettonici più preziosi di tutta la Francia e per questo è stato giustamente inserito dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità. Arroccato sulla sommità di uno sperone roccioso, dominato dalla imponente mole di una basilica medievale e circondato da vigneti, campi di girasoli e terreni su cui pascolano le mucche, Vézelay sembra quasi provenire da un’altra epoca. Da questo borgo ha inizio uno dei principali itinerari di pellegrinaggio che conducono verso Santiago de Compostela, in Spagna. 

Da non perdere è anche Bibracte. Situata sulla sommità di una collina, questa roccaforte degli antichi galli, insieme all’annesso Museo della Civiltà Celtica, tratteggia un interessante ritratto della Francia preromana, in particolare degli anni precedenti l’arrivo di Giulio Cesare. Sulla vetta del bellissimo Mont Beuvray, questo sito è attraversato da numerosi sentieri escursionistici. Nel corso del I e del II secolo a.C. Bibracte fu la capitale della tribù celtica degli edui. Nel 52 a.C. in questa città Vercingetorige fu proclamato capo della coalizione gallica, per poi essere sconfitto ad Alésia dalle legioni romane guidate da Giulio Cesare.

Situata a 20 km a est di Auxerre, la pittoresca cittadina di Chablis ha costruito la propria fortuna sulla coltivazione delle uve e sull’invecchiamento e la vendita dei vini bianchi secchi, che hanno contribuito a renderla famosa in tutto il mondo.  Prodotto esclusivamente con uve Chardonnay, lo Chablis ha avuto origine dai monaci di Pontigny.

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