Nicosia, Cipro (Shutterstock.com)

Al sesto posto nel libro “Best in Travel” si piazza la capitale di Cipro, l’unica al mondo ad essere divisa in due parti

Come da tradizione, anche quest’anno Lonely Planet, la bibbia dei viaggiatori di tutto il mondo, con il libro “Best in Travel”, ha svelato i 10 migliori paesi, città e regioni, che praticano il turismo sostenibile, da visitare il prossimo anno. Al sesto posto della classifica delle 10 città più sostenibili al mondo, si piazza Nicosia/Lefkosia, a Cipro.

Nicosia/Lefkosia

Nicosia, o Lefkosia in greco, capitale di Cipro, è una città dalla cultura millenaria, dove perdersi tra le rovine archeologiche, le chiese, le cattedrali ed i musei, circondati dalle forti mura veneziane del XVI secolo. La città si trova nella zona centro orientale dell’isola, nella Piana della Mesaoria e nel corso dei secoli ha subito diverse dominazioni: greci, veneziani, ottomani, inglesi ed infine turchi che, nel 1974 la divisero in due parti. Come descrive TravelWeare, Nicosia è l’unica capitale al mondo divisa: la zona nord è parte della repubblica turca, mentre la zona a sud appartiene alla repubblica di Cipro. Il confine tra le due zone viene chiamato Green Line.

Per visitare la città non occorre la macchina, si può tranquillamente girarla a piedi o con i mezzi pubblici. Molti dei luoghi di interesse si trovano in aree pedonali. Sono tante le cose da vedere a Nicosia, come le mura veneziane. Il centro storico è circondato da queste mura, che hanno un perimetro di 5 km circa e la loro principale caratteristica è la pianta stellare con undici bastioni e tre porte. La porta a nord, Porta di Kyrenia, la porta ad ovest, Porta di Pafos, e la porta ad est, Porta Giuliana, nota come Porta di Famagosta, caratterizzata da una bellissima facciata con un passaggio a volta.

Da vedere poi Laiki Geitonia, un quartiere dove è possibile rivivere l’affascinante atmosfera del passato grazie ai suoi vicoletti sui quali si affacciano balconi in ferro battuto delle tipiche case, ai suoi bazar di artigianato, alle taverne e all’isola pedonale dove comprare souvenir o sedersi all’aperto in uno dei tanti caffè.

C’è poi Buyuk Han, meraviglioso caravanserraglio, esempio di architettura ottomana, situato a nord della città. Fu costruito dagli Ottomani nel 1572 l’anno successivo la loro conquista dell’isola, per accogliere mercanti e viaggiatori durante la notte. Al centro del cortile si trova una moschea con una fontana per le abluzioni. Divenne la prima prigione della città sotto il controllo britannico e nel 1893 fu trasformato in un ostello per famiglie povere.

Da non perdere il Museo archeologico, che vanta una immensa collezione di reperti archeologici disposti in ordine cronologico: si va dall’epoca Neolitica all’Età del Bronzo, dal periodo Ellenistico a quello Miceneo e da quello Greco Romano fino al primo periodo Bizantino. Tra le opere principali contenute nel museo: la statua di Afrodite di Soloi (detta anche Dea di Cipro), un rhyton (un corno utilizzato per bere) in terracotta proveniente dal sito di Kitionin ed i reperti provenienti dalle tombe reali di Salamina.

Immancabile una visita alla Moschea Selimiye, meglio conosciuta come Cattedrale di Santa Sofia, che è la principale moschea della città. Ospitata nella più grande e antica chiesa gotica, sembrerebbe essere sorta su resti di una cattedrale bizantina. Venne costruita dai Lusignano a partire dal 1209. Per trasformarla in moschea sono stati aggiunti due minareti ed al suo interno è stata modificata inserendo elementi musulmani.

C’è poi la Cattedrale di Agios Ioannis (San Giovanni), che sorge dove era ubicata la cappella, risalente al XIV secolo, dell’Abbazia Benedettina di San Giovanni Evangelista. La cattedrale è una chiesa piccola in stile franco bizantino. Gli esterni sono molto modesti come richiedevano le regole del periodo ottomano, invece gli interni sono luminosi, in legno dorato messo in evidenza da lampadari di cristallo.

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