Grande Moschea Sultano Qaboos, Oman (Shutterstock.com)

Al settimo posto si piazza l’incantevole paese arabo che offre ai suoi visitatori un incredibile patrimonio naturale e artistico

Come da tradizione, anche quest’anno Lonely Planet, la bibbia dei viaggiatori di tutto il mondo, con il libro “Best in Travel”, ha svelato i 10 migliori paesi, città e regioni, che praticano il turismo sostenibile, da visitare il prossimo anno. Al settimo posto della classifica dei 10 paesi più sostenibili al mondo, si piazza Oman.

Oman

L’Oman è una destinazione unica al mondo, per magnificenza, e molto attenta al turismo sostenibile e culturale. Sono molte le bellezze naturali e artistiche da vedere in questo paese – ben descritte da Originaltour – a partire dalla Grande Moschea Sultano Qaboos, situata nel cuore della capitale Muscat. Questo è il luogo di culto più importante dell’Oman, nonché uno splendido esempio di architettura araba moderna. Circondata da curatissimi giardini, la Moschea è stata inaugurata nel 2001 dopo 6 anni e 5 mesi di lavoro. Realizzata con 300.000 tonnellate di arenaria indiana e le eccellenze di materiali provenienti da varie parti del mondo, incluso il marmo di Carrara, è costituita da 5 minareti che rappresentano i 5 pilastri dell’Islam.

Wahiba Sands invece, è uno dei più spettacolari deserti dell’Oman: le finissime sabbie creano dune alte fino a 50 metri, dando luogo ad un panorama unico al mondo. Per esplorare il deserto è indispensabile prendere parte ad un’escursione in fuoristrada, in compagnia di un autista e di una guida che sia in grado di guidare nel deserto. Oltre al “Dune Bashing” a bordo di un 4×4, è possibile incontrare i beduini nei loro villaggi. Il deserto cambia colore in base ai movimenti del sole durante le ore del giorno, in particolare al tramonto, le sabbie del deserto si tingono di sfumature rosate creando uno spettacolo davvero emozionante. Qui è possibile vivere la magica esperienza di una notte nel deserto, sostando nei campi tendati attrezzati, così da ammirare il cielo stellato. I campi tendati sono in realtà resort, dotati di tutti i comfort.

Da non perdere i “Fiordi d’Arabia” del Musandam, una enclave omanita che si trova nel territorio degli Emirati Arabi Uniti. Rimasta per molti anni preclusa ai turisti per via della sua importanza strategica e militare, la regione si distingue per lo spettacolo suggestivo offerto dalle insenature della costa: rocce che si tuffano direttamente nelle acque cristalline del Golfo Persico. Dalla città di Khasab, è possibile esplorare il litorale con una crociera a bordo dei “dhow”, le tipiche imbarcazioni omanite. Imperdibile anche l’escursione a Jabel Harim, il monte più alto della regione (2087 metri), una montagna marina che si è sollevata dal mare e dove è possibile vedere la barriera corallina fossilizzata e tanti altri resti fossili e incisioni rupestri.

Le wadi invece, rappresentano uno degli elementi più caratteristici del territorio omanita: questi fiumi danno luogo a piccole oasi che interrompono il paesaggio desertico. Spesso nascoste tra le rocce di canyon naturali, le acque dagli incredibili toni azzurri-smeraldini danno vita ad una vegetazione rigogliosa e attraggono dromedari e volatili, creando dei veri e propri angoli di paradiso terrestre. Da vedere anche Bimmah Sinkhole, una formazione geologica unica nel suo genere. Situato a sud di Muscat, questo suggestivo cratere nel suolo ospita sul suo fondo acque salmastre, derivanti dall’incontro di un fiume sotterraneo con il mare.

Forti, castelli, città fortificate e torri di avvistamento rappresentano poi, alcuni degli elementi più caratteristici del paesaggio omanita. I forti e i castelli disseminati sul territorio omanita sono più di 500 e, di questi, più di venti risultano essere aperti ai visitatori. Dai grandi forti portoghesi di Al Mirani e Al Jalali, che sorgendo su promontori rocciosi sorvegliano la capitale Muscat dall’alto, al celebre forte a pianta circolare di Nizwa, edificato nel XVIII secolo e caratterizzato dalla grande torre centrale, con diametro di addirittura 45 metri, le fortificazioni omanite rappresentano un’attrazione semplicemente imperdibile.

La città fortificata di Bahla con il suo antico forte di età preislamica, oggi patrimonio Unesco, è stato oggetto di un lungo processo di restauro ed è una delle strutture più imponenti e affascinanti della regione. Ad una decina di chilometri di distanza, si erge il castello fortificato di Jabrin, che con le sue mura color ocra sembra quasi mimetizzarsi con il territorio circostante. Anche i piccoli villaggi disseminati nell’entroterra del Sultanato rappresentano tappe imperdibili per chi desidera conoscere a fondo l’Oman. Passeggiando tra le vie di questi antichi centri, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato. Imperdibile anche una visita a Jabal Shams (la “Montagna del Sole”) che con i suoi 3.008 metri rappresenta il rilievo montuoso più elevato del paese. Spostandosi in fuoristrada, è possibile godere di una vista dall’alto mozzafiato del Wadi Ghul, anche conosciuto come il “Gran Canyon dell’Oman”.

Tappa fondamentale è anche l’incantevole spiaggia di Ras Al Jinz, facente parte del parco di Ras Al Hadd, conosciuta anche come la spiaggia delle tartarughe, che si trova a 50 km a sud della città di Sur, esattamente nella punta estrema della penisola Arabica dove le acque del Golfo dell’Oman incontrano quelle del Mar Arabico. Qui vengono a deporre le uova le tartarughe verdi e, soggiornando presso il Ras al Jinz Turtle Reserve Resort, è possibile recarsi in spiaggia per cercare di vedere le tartarughe accompagnati dal personale del centro.

Rub Al Khali infine, è il grande deserto sabbioso che ricopre parte del territorio omanita e della regione meridionale della Penisola araba. Seconda solo al deserto del Sahara per estensione, questa immensa ed arida distesa rappresenta uno dei luoghi più inospitali del pianeta, nonché uno dei pochi a non essere ancora stato esplorato del tutto. Da Salalah è possibile raggiungere gli scavi dell’antico insediamento di Ubar. Secondo alcuni, le rovine apparterebbero alla città perduta citata sia nel Corano che nelle Mille e una notte.

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