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I ricercatori dell’Università di Sherbrooke hanno creato la cella più piccola al mondo, una dimensione 100.000 volte inferiore alle standard

Una cella fotovoltaica che misura appena 0,09 millimetri quadrati, si tiene sul polpastrello di un dito. Questa è la cella solare più piccola mai creata, frutto del genio del team dell’Istituto 3IT e il laboratorio CNRS-LN2, dell’Università di Sherbrooke, in Canada.

Dimensioni

A titolo di confronto, la sua superficie è di oltre 250 volte inferiore rispetto quella delle celle a concentrazione oggi sul mercato. E di ben 100.000 volte in confronto alla superficie delle celle convenzionali. In compenso, grazie all’approccio tandem è in grado di convertire il 30% della luce incidente in elettricità. Un’efficienza ottenuta dalla combinazione di InGaP, InGaAs e Germanio.

Le parole del creatore

“Attualmente, nel fotovoltaico a concentrazione vengono utilizzate celle abbastanza grandi […] Abbiamo preferito che queste misure generassero un impatto maggiore. Dimostrare che la valutazione è stata fatta in un rinomato laboratorio è un grande vantaggio, e probabilmente ci ha aiutato molto per la pubblicazione […] Ciò che si sta delineando è che le cellule piccole sembrano funzionare altrettanto bene di quelle grandi. Certo, ci sarà del lavoro da fare per renderli stabili e poterli utilizzare su scala più ampia […] ma siamo molto fiduciosi perché stiamo utilizzando approcci compatibili con il processi industriali” commenta Pierre Albert, creatore della cella.


Una tecnologia così piccola eviterebbe l’oneroso problema del surriscaldamento e massimizzerebbe la produzione di elettricità. Quest’invenzione gode di una maggiore dissipazione di calore, riduce le perdite elettriche e dura di più.