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Una mappa online che mostra i consumi dei vari paesi europei

La start-up Tomorrow ha creato una mappa online sul consumo elettrico dei vari paesi del continente. Lo scopo è informare sul fabbisogno energetico di ogni paese e sulle fonti rinnovabili. I dati provengono da ENTSO-E, l’organizzazione europea dei gestori di reti elettriche e da RTE, operatore francese.

Dati

I dati informano sulla produzione di elettricità e sull’intensità di carbonio (carbon intensity) di ogni paese, ossia le quantità di emissioni di CO2 per energia prodotta. La mappa mostra gli stati europei in una scala di colori: dal verde (paesi con un bassa intensità di carbonio) al marrone scuro-nero (ad alta intensità). Si può approfondire le fonti energetiche di ogni paese e l’impatto potenziale di solare ed eolico. Per alcune nazioni è fornito anche il PUN, il prezzo unico nazionale dell’energia. Le frecce sui confini mostrano importazione ed esportazione dell’elettricità, dato che le reti europee sono collegate. Le emissioni di CO2 sono calcolate grazie ad una formula dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), ente internazionale che monitora il cambiamento climatico, il suo impatto ed i rischi collegati.


Vediamo quindi la classifica dei migliori e peggiori paesi in base alla carbon intensity. I paesi più green sono:

  • Svizzera con 27 gCO2eq/kWh
  • Norvegia con 15 gCO2eq/kWh
  • Francia con 44 gCO2eq/kWh
    In particolare Svizzera e Svezia producono la maggior parte della loro elettricità attraverso l’idroelettrico (rispettivamente 65 e 49%). Quest’ultima usa anche l’eolico (per il 7%).
    La Francia, invece, basa la sua produzione elettrica sul nucleare per il 73% mentre il restante dell’energia è suddivisa fra idroelettrico (11%), solare (7%) e combustibili fossili (gas e biomassa al 5%). Il 48% delle emissioni di CO2 francesi deriva dal gas, il 20% dal nucleare, il 9% dalla biomassa, il 4% dal petrolio e il restante 19% dalle energie rinnovabili. Il PUN francese è di 30€/MWh.
    Consideriamo anche le importazioni ed esportazioni: la Svizzera importa energia da Austria, Germania e Francia e vende in Italia (il 34%) e Francia. La Svezia invece esporta in Finlandia, Polonia e Danimarca. La Francia acquista dal Belgio ed esporta in Gran Bretagna, Spagna, Italia (per l’1%), Svizzera e Germania.
    E i paesi peggiori?
  • Estonia con 1297 gCO2/kWh
  • Polonia con 729 gCO2/kWh
  • Bosnia Herzegovina con 639 gCO2/kWh
    L’Estonia e la Polonia basano il proprio fabbisogno elettrico sui combustibili fossili: l’Estonia per il 91% e la Polonia per il 92%. Petrolio & co. causano l’85% delle emissioni estoni e il 95% di quelle polacche. Il PUN della Polonia è di 132 zl/MWh (circa 30€). La Bosnia Herzegovina dipende dal carbone per il 77% e dall’idroelettrico per il 21%. Il carbone produce il 93% delle sue emissioni mentre l’idroelettrico solo l’1%. L’Estonia importa dalla Russia ed esporta in Finlandia e Lituania mentre la Polonia importa da Germania (4%), Svezia e Lituania ed esporta in Slovacchia. La Bosnia acquista elettricità dalla Serbia e la vende in Montenegro e Croazia.
    L’Italia ha una carbon intensity di 422 gCO2eq/kWh e si trova al 20° posto su 28 paesi UE. Dipende per il 67% da combustibili fossili e registra una produzione elettrica diversificata: il 32% proviene dal gas, il 20% dal solare e il 18% da una fonte sconosciuta. L’11% deriva dall’idroelettrico e il 10% dal carbone. Il 9% restante si divide tra eolico (4%), petrolio (3%), geotermico e biomassa (entrambi 1%).
    La mappa è utile per informarsi su produzione e consumi elettrici d’Europa e dell’Italia. Purtroppo però ci sono dati incompleti.