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La casa di una vita

Entrare nella casa di qualcuno è come entrare nella sua sfera più intima e privata: la casa, nell’arredo e nella sua disposizione, parla delle persone che vi abitano. La casa di Mario Praz è collocata all’interno di Palazzo Primoli che accoglie tra l’altro anche il Museo Napoleonico e la Fondazione Primoli. Il palazzo apparteneva al conte Giuseppe Primoli, discendente dei Bonaparte, che, morto senza eredi, lasciò al Comune di Roma una vasta raccolta di cimeli d’epoca napoleonica ora facenti parte del Museo Napoleonico e una vasta biblioteca confluita nell’attuale Fondazione Primoli.

La casa del primo studioso di Letteratura Inglese

La casa di Praz, descritta nell’autobiografia La casa della Vita (1958), è una casa europea per vocazione. L’anglista era infatti un appassionato di oggetti antichi che collezionava e ricercava presso antiquari romani o durante i suoi numerosi viaggi in Europa.

Il gusto del proprietario abbraccia il periodo a cavallo tra stile neoclassico e Biedermeier, tipico della Restaurazione, (fine Settecento e secolo successivo). Il proprietario di casa prediligeva mobili solidi con delicate figurazioni e si circondava di elementi decorativi e floreali al fine di riempire lo spazio vissuto.

I ritratti e le sculture

Ritratti di regnanti (Borbone e Bonaparte), un Foscolo di Fabre o sconosciuti alle pareti. La casa è impreziosita dal mobilio inglese, vedute di interni e paesaggi: oli, incisioni e acquerelli, porcellane tedesche, cristalli boemi, bronzi francesi, marmi, cere, tessuti, tappeti, arazzi, ventagli, strumenti musicali da parata, sculture.
In particolare l’Amore in caccia di Todolini, allievo di Canova. Scontata la presenza di libri, dentro biblioteche ricavate nei due ballatoi della galleria e della biblioteca in base a un progetto dell’architetto Goffredo Lizzani.

Per espressa volontà di Praz, la raccolta di 1200 opere, tra mobili e complementi d’arredo d’epoca, venne acquistata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, catalogata e disposta negli ambienti dove ha vissuto il collezionista. Il luogo è visitabile dal 1995.