kava radice
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Quali sono le proprietà della kava? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere bene a mente.

Chiamato anche pepe intossicante, la kava, il cui nome scientifico è Piper methysticum, è considerata ancora oggi una pianta piuttosto misteriosa. Appartenente alla famiglia delle Piperaceae, è originaria della Polinesia e il suo nome indica anche una bevanda che si ricava dalle radici. Simile al tè, è molto diffuso tra gli abitanti delle isole del Pacifico. Il mistero che aleggia attorno a quest’erba è legato anche ad un altro utilizzo: è impiegata, infatti, nel corso dell’omonima cerimonia religiosa. Durante questa celebrazione, sembra che la kava aiuti i partecipanti ad avere visioni, contatti con l’ultraterreno e visioni oniriche.

Tra le popolazioni che conoscono la kava fin dalla notte dei tempi, questo rimedio naturale è utilizzato anche per le sue proprietà calmanti e rilassanti. Quindi, è impiegato per il trattamento di: mal di testa, crampi muscolari, ansia, nervosismo, affaticamento e convulsioni. La parte della pianta usata per ottenere benefici terapeutici è la radice, generalmente molto sviluppata e ramificata. Questa, ricca di kavalattoni, flavonoidi, olio essenziale e alcaloidi, viene tritata e ridotta in polvere, poi sciolta in acqua o masticata per estrarne il succo.

kava bevanda
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Kava: attenzione alle controindicazioni

Secondo alcuni studi, il consumo della kava provoca danni al fegato. Anche se in Occidente è utilizzata come prodotto erboristico e omeopatico, da sciogliere in acqua e usare all’occorrenza, in Italia e in altri Paesi europei la vendita è vietata. Nel 2002, infatti, la Gazzetta Ufficiale ha classificato l’erba originaria della Polinesia come epatotossica. Sembra che alcuni soggetti che stavano assumendo kava abbiano manifestato epatite acuta fulminante. Pertanto, anche se nella sua terra natale è considerata una pianta magica, è consigliato tenersene alla larga.