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L’Italia nel 2020 è stata la prima in classifica per la riduzione dei consumi e della spazzatura oltre che campionessa per la filiera dell’economia circolare che non si è mai fermata

Ispra, Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Fise Unicircular hanno collaborato con le loro analisi designando un’Italia attenta agli sprechi e costantemente attiva nell’economia circolare. Il rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale concerne i rifiuti urbani, mentre l’analisi “L’Italia del riciclo” riguarda la green economy. Ne risulta che gli italiani nel 2020 hanno prodotto meno spazzatura rispetto agli anni precedenti e le filiere dell’economia circolare non si sono mai arrestate.

In Italia nel 2020 diminuiscono i rifiuti urbani

La pandemia negli ultimi due anni ha causato una forte crisi economica in tutto il Paese, costringendo gli italiani a ridurre le uscite, le spese e di conseguenza anche i rifiuti. Dal rapporto 2020 dell’Ispra sui rifiuti urbani emerge un aumento notevole della raccolta differenziata, ma la Capitale in questo campo arretra. L’Ispra ha notato che il bilancio sul 2020 è “fortemente influenzato dall’emergenza sanitaria tanto che sono evidenti le ferite lasciate dalle misure di restrizione e dalle chiusure di diversi esercizi commerciali sui consumi nazionali”.

Un po’ di numeri sulla raccolta differenziata

La raccolta differenziata nel 2020 si è aggirata attorno al 63% della produzione nazionale, con una crescita quasi del 2% rispetto al 2019. Il Nord Italia arriva quasi al 71%, il Centro al 60% e il Sud al 54% di raccolta differenziata. I rifiuti più raccolti sono gli organici, che rappresentano quasi il 40% del totale. La maggior parte della frazione umida proviene dalle mense e dalle cucine, i rifiuti biodegradabili provengono dalla manutenzione di parchi e giardini, ed infine i rifiuti che sono avviati al compostaggio domestico. Al secondo posto la carta e il cartone raccolti rappresentano quasi il 20% del totale, mentre il vetro si aggira al 12%. Infine, la plastica è differenziata all’8%. Nonostante la percentuale così bassa, la plastica detiene il primato per la crescita dei quantitativi raccolti, circa 1,6 milioni di tonnellate.

L’economia circolare aumenta in Italia nel 2020

Nonostante la pandemia, il settore del riciclo non percepisce la crisi. Infatti, la Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Fise Unicircular spiegano che “le imprese dell’economia circolare continuano a raggiungere obiettivi ambiziosi, come il 73% di tasso di riciclo dell’immesso al consumo, con un incremento del 3% rispetto al 2019. In totale il riciclo degli imballaggi consiste in 9,6 milioni di tonnellate avviate al recupero di materia, che è un dato stabile rispetto al 2019.

Dall’analisi “L’Italia del riciclo” emerge, infatti, che “l’industria nazionale del riciclo ha confermato la sua posizione di avanguardia a livello europeo”. Ciò non toglie, però, che serve entro breve termine una semplificazione normativa e degli incentivi all’uso dei prodotti riciclati. Fise Unicircular, inoltre, si esprime anche sul Pnrr, ritenendolo una “preziosa occasione per colmare il gap impiantistico in alcune regioni italiane”. Ma non solo, il Pnrr è utile anche per favorire l’efficientamento di importanti settori e per sviluppare nuovi processi di riciclo”.