
Zaino in spalla, Nicolas Rodigari attraversa l’Europa fino alla Russia per raccontare la vita quotidiana di un paese in guerra, tra incontri sorprendenti, tensioni e ironia.
«Perché sei venuto?». È la domanda che accompagna Nicolas Rodigari per tutto il suo viaggio in Russia. Gli viene rivolta ai posti di frontiera, nelle conversazioni con gli sconosciuti e negli incontri più improbabili, trasformandosi nel filo conduttore di un’esperienza che va ben oltre il semplice reportage. È un interrogativo che attraversa le pagine di Appunti di Russia. Viaggio nella normalità di un paese in guerra (Ediciclo Editore), il libro con cui il giovane autore, classe 1998, nato e cresciuto a Bormio, in Valtellina, racconta un’avventura tanto audace quanto insolita.
Partire oggi per la Russia è già una scelta controcorrente. Farlo con appena venti euro in tasca, senza carte di credito occidentali funzionanti e con un volume di Tolstoj nello zaino sembra quasi una sfida al buon senso. Eppure è proprio questa la premessa del viaggio di Rodigari, laureato in Relazioni internazionali e Filosofia, deciso ad attraversare l’Europa via terra per osservare con i propri occhi la quotidianità di un paese raccontato quasi esclusivamente attraverso la lente della guerra e della propaganda.
Il percorso prende il via dall’Italia e attraversa Germania, Polonia e paesi baltici, fino al delicato passaggio di frontiera tra Estonia e Russia, a Narva. Da lì il viaggio prosegue verso San Pietroburgo e Mosca, immergendosi in una realtà dove il conflitto in Ucraina è una presenza costante ma non l’unica chiave di lettura. Accanto alla dimensione politica emergono vite ordinarie, contraddizioni, abitudini e incontri che restituiscono un ritratto più complesso della società russa contemporanea.
Sono proprio le persone a dare anima al racconto. C’è Anna Ivanovna, una nobildonna che il protagonista ribattezza scherzosamente “la contessa”, pronta ad accoglierlo con un ironico “You’re not dressed enough for Russia“, frase destinata a diventare uno dei ricordi più divertenti dell’intero itinerario. C’è Salvatore, pizzaiolo italiano trasferitosi a San Pietroburgo, che si rivela fondamentale per risolvere i problemi legati al cambio di valuta in un paese dove le sanzioni complicano ogni pagamento. E poi c’è Nastasja, protagonista di un appuntamento che si trasforma in una delle pagine più tragicomiche del libro. Non mancano i momenti di tensione, come gli incontri con i militari che arrivano a sospettare che quel giovane italiano curioso possa essere addirittura una spia.
Rodigari affronta ogni situazione con uno stile che alterna osservazione, ironia e riferimenti letterari. Le difficoltà del viaggio, dai controlli di frontiera agli imprevisti logistici, sono occasioni per raccontare il lato più umano dell’esperienza. La grande letteratura russa accompagna costantemente il cammino dell’autore, dialogando con le notti bianche di San Pietroburgo e con le riflessioni nate lungo il percorso.
Appunti di Russia non è soltanto un diario di viaggio. È un racconto che mescola reportage, narrativa e riflessione personale, arricchito da fotografie scattate dall’autore, cartine che permettono di seguire l’itinerario e una bibliografia commentata che testimonia il profondo legame con i grandi classici russi. Il risultato è una lettura capace di accompagnare il lettore dentro una Russia lontana dagli stereotipi, mostrando la complessità della vita quotidiana in un paese segnato dalla guerra ma tutt’altro che riducibile a un’unica narrazione.
Per chi ama i libri di viaggio, la geopolitica raccontata attraverso le storie delle persone e la grande letteratura russa, quello di Nicolas Rodigari è un invito a guardare oltre le apparenze e a porsi la stessa domanda che attraversa ogni pagina del libro: cosa significa davvero cercare di capire un paese nel momento più difficile della sua storia?










