influenza aviaria negli allevamenti di tacchini in Veneto
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L’ultima epidemia di influenza aviaria risale al 2017, ma da qualche giorno nuovi focolai in tutta Europa preoccupano non poco allevatori e cittadini. In Veneto sono stati abbattuti circa 125 mila capi di tacchini

L’influenza aviaria circola dai primi anni del Novecento e il primo focolaio fu registrato in Italia, precisamente in Piemonte. Da allora sono state diverse le epidemie su polli, tacchini, galline, oche e uccelli selvatici. Dal 1997 il virus influenzale HPAI ha iniziato a diffondersi a macchia d’olio da Asia, fino ad Australia, America, passando per Europa e Africa. Da inizio 2021 l’influenza ha ripreso terreno e si è diffusa in Europa Orientale e Germania, fino a che non è arrivata in Italia qualche giorno fa. Ad oggi si registrano focolai anche negli allevamenti in Francia, in particolare a sud, dove si produce molto foie gras.

Influenza aviaria: sintomi e cause

L’influenza aviaria, come quella umana stagionale, colpisce principalmente le vie respiratorie provocando negli avicoli difficoltà respiratorie e tosse, calo della produzione di uova, inappetenza, depressione, congiuntivite e in rari casi diarrea. Il virus ad alta patogenicità provoca anche edemi facciali, emorragie, tremori e paresi.

Il virus è molto resistente nell’ambiente circostante e perciò ha la capacità di infettare per molto tempo. L’influenza aviaria può trasmettersi attraverso il vento, attraverso le suole degli operatori delle aziende avicole o attraverso le ruote dei veicoli che frequentano gli allevamenti. Sono tutti mezzi di trasmissione del virus aviario. Anche gli uccelli selvatici contribuiscono alla diffusione a causa della loro migrazione da una parte all’altra del mondo, oltre ad essere colpiti loro stessi dai sintomi influenzali. Il virus H5N1, il sottotipo isolato negli ultimi quindici anni, è caratterizzato da una forte capacità di mutazione e quindi dall’impossibilità di essere curato, provocando elevate morti istantanee. Le misure attuabili quando si riscontrano i primi casi sono sicuramente l’abbattimento dei capi e l’istituzione di zone di protezione nell’area circostante all’allevamento. Per questo motivo è importantissima la prevenzione per contenere la diffusione dell’infezione negli allevamenti, attraverso la somministrazione dei vaccini.

Influenza aviaria in Veneto

Da fine ottobre l’influenza aviaria è arrivata in Veneto e a Verona ha colpito 6 allevamenti provocando l’abbattimento di circa 125mila tacchini. Fin da subito gli allevatori e Confragricultura si sono occupati di adottare tutte le misure di sicurezza previste dalla legge, ma questo sottotipo di virus è molto pericoloso quindi vi è preoccupazione anche tra la popolazione. Ma Diego Zoccante, presidente della sezione di prodotto Allevamenti avicoli di Confagricoltura Verona, ha sottolineato che la “situazione è sotto controllo”. Infatti, dall’ultima epidemia del 2017 sia l’Ulss che gli allevatori hanno potenziato i protocolli di sicurezza e introdotto pratiche mirate per tutelare al massimo gli allevamenti. Tutti i mezzi di trasporto sono disinfettati e gli addetti ai lavori devono cambiare abbigliamento e scarpe prima di avvicinarsi agli animali. Vicino agli allevamenti colpiti si sono registrati casi di animali selvatici (aironi, gazze e fagiani) trovati morti perché probabili vettori del virus.