Roma, Foro Boario. Tempio di Ercole Vincitore
Roma, Foro Boario. Tempio di Ercole Vincitore (Shutterstock.com)

Nel Foro Boario, erroneamente denominato “tempio di Vesta”, si trova il tempio di Ercole Vincitore o di Ercole Olivario, divinità protettrice dei commerci e della transumanza delle greggi. Qui la storia dalle origini alla trasformazione in chiesa.

Erroneamente denominato “tempio di Vesta”, il tempio di Ercole Vincitore (noto anche come tempio di Ercole Olivario) sorge nell’area del Foro Boario, oggi Piazza della Bocca della Verità, insieme al tempio di Portuno. È il più antico tempio in marmo conservato a Roma.

L’errore di attribuzione è stato causato dalla forma circolare della pianta. Nel foro Romano ve ne è uno dedicato, per l’appunto, a Vesta. In questo caso si tratta di un tempio di 16 m di diametro, con 20 colonne corinzie che poggiano su un basso podio i cui gradini sono di marmo.

Fu probabilmente costruito dall’architetto Ermodoro di Salamina. Si conoscono anche il nome dello scultore della statua di culto e della divinità a cui era dedicato l’edificio. È stato, infatti, rinvenuto un blocco che doveva essere la base della statua di culto venerata. Grazie a questa si è attribuita l’opera a Skopas minore (II sec. a.C.) ed è stato possibile comprendere che il tempio doveva essere dedicato a Ercole Olivario.

Fu probabilmente commissionato da un ricco mercante romano, Marco Ottavio Erennio. Decise di dedicarlo a Ercole, protettore degli oleari, la corporazione a cui apparteneva lui stesso. Ercole, inoltre, era anche il protettore della transumanza delle greggi e dei commerci. Si spiegherebbe ancora meglio, così, la collocazione del tempio nell’area del Foro Boario.

Il tempio subì un restauro sotto Tiberio, forse dopo l’inondazione del 15 a.C. Nel XII secolo fu trasformato nella chiesa di Santo Stefano delle Carrozze. A metà del XVI secolo, prima dell’abbandono, fu dedicato a S. Maria del Sole. Questo perché fu trovata nel Tevere un’immagine della Madonna da cui partiva un raggio di sole.