ridurre gli imballaggi

Ricerche dell’Istituto Tecnologico Agrario di Castiglia e Leon hanno portato alla nascita di imballaggi in foglie d’ulivo che proteggono il cibo dai batteri

Creare packaging sostenibili è al centro di continue ricerche. Funghi e alghe sono fra le sostanze naturali maggiormente usate per ottenere tale tipologia di packaging. Ma non dimentichiamoci delle foglie d’ulivo, di cui si sta discutendo con insistenza di recente.

Tali tipologie di imballaggio, oltre ad essere totalmente biodegradabili, producono notevoli benefici per gli alimenti stessi. Possono avere, infatti, un’azione antibatterica, antiossidante e combattere vari agenti patogeni, preservando meglio la qualità del prodotto.

Ricerche dell’Istituto Tecnologico Agrario di Castiglia e Leon, le foglie d’Ulivo sono molto efficaci; sono state testate negli imballaggi del salmone.

Il gruppo di scienziati spagnoli ha preso in considerazione la polvere ottenuta dalle foglie d’ulivo presa singolarmente ma anche in una soluzione di acqua ed etanolo. La prima è stata denominata OLP, acronimo di olive leaf powder, mentre la seconda OLE che sta per olive leaf ethanol extract. I 2 composti sono stati testati in differenti concentrazioni su vari batteri, mostrando notevole efficacia su quasi tutti tranne l’escherichia coli e la salmonella enterica. L’esperimento ha messo in evidenza che, con una concentrazione di polvere d’ulivo del 5,63% sciolta in acqua ed etanolo, è possibile ottenere un’azione particolarmente forte contro il batterio L. monocytogenes, che si sviluppa in modo particolare durante la fase di stoccaggio del salmone.

Ci sono anche molti altri esempi di packaging sostenibili: Wikicell, ad esempio, membrana protettiva edibile per alimenti fatta di carboidrati, è particolarmente adatta per le confezioni di yogurt e bevande alcoliche.