Il Secolo Breve nei film

Da aprile fino a maggio alla Casa del Cinema di Roma ci sarà in programma un omaggio al regista Carlo Lizzani (nato il 3 aprile 1922). Una rassegna di suoi film accompagnata da un documentario a lui dedicato e una tavola rotonda con critici, storici e conservatori.
Un progetto speciale del CSC – Cineteca Nazionale realizzato in collaborazione con AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e Casa del Cinema con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MIC.
Regista romano, Lizzani fu un eccezionale testimone e storyteller dell’Italia del Novecento, un cineasta con la vocazione dello storico.

Il progetto

Si tratta della prima parte di un’iniziativa nazionale di ampio respiro che metterà in fila appuntamenti, incontri, proiezioni e restauri per tutto il 2022. Lizzani è stato forse il regista italiano che ha maggiormente narrato, variando nei generi, l’evoluzione dell’Italia nel Novecento in Sessant’anni di storia.

Di conseguenza sono stati scelti circa venti dei suoi lavori (per il cinema, la tv o il documentario) per illustrare una carriera registica che ha alternato la commedia e il western all’italiana ai film drammatici e d’impegno.

Lizzani: cinema, storia, animazione culturale

Carlo Lizzani non è stato solo regista: storico per formazione, critico cinematografico e animatore culturale, esordisce come commentatore e critico su riviste quali “Cinema”, “Bianco e nero” “Film d’oggi”, si impegna nella lotta politica come partigiano alla liberazione di Roma, appare come attore ne “Il sole sorge ancora”, collabora con Roberto Rossellini come “aiuto” in Germania anno Zero, firma la sua prima regia per il documentario Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato (1950) prima di dirigere Achtung! Banditi! (1951).

Come sceneggiatore è celebre il suo sodalizio con Giuseppe De Santis, ma continua a collaborare con altri autori nel pieno della grande stagione del Neorealismo e a girare i suoi primi documentari.

Passato al film di finzione, la sua formazione teorica lo conduce a dirigere film che ricostruivano episodi della vita italiana. Si è anche misurato con le forme del cinema popolare, in particolare con il poliziesco, per raccontare inquietanti episodi della cronaca italiana, come l’emergere del banditismo metropolitano, il neofascismo, la malavita.

Gli anni Ottanta

Negli anni Ottanta Lizzani ha avviato una proficua collaborazione con la televisione pubblica, realizzando alcuni film, in doppia versione. Il suo primo saggio sul cinema italiano risale al 1954. Ormai celebre è la sua “Storia del cinema italiano” in cui mette a fuoco la sua poetica e dà conto di una visione storicistica, mai manichea, delle trasformazioni della settima arte nel nostro paese.

Appassionato cultore dell’organizzazione culturale come strumento di formazione della coscienza sociale, impegnato politicamente, è stato presidente e attivista dell’ANAC fin dalla fondazione, succedendo poi a François Truffaut come presidente dell’organizzazione europea dei Cineclub e infine direttore della Mostra del Cinema di Venezia nel quadriennio della rinascita: tra il 1979 e il 1982.

Carlo Lizzani: La Storia e le Storie è un progetto speciale di CSC – Cineteca Nazionale, promosso dalla DG Cinema del MIC in collaborazione con Aamod e Casa del Cinema. A cura di Alberto Anile, Francesca Del Sette, Giorgio Gosetti, Giovanni Spagnoletti.

L’evento è promosso da Roma Culture

CASA DEL CINEMA, Roma

Accesso consentito con GREEN PASS RAFFORZATO, documento di identità e mascherine ffp2.

L’ingresso è gratuito e subordinato a registrazione da effettuare presso la portineria a partire da un’ora prima dell’inizio, fino ad esaurimento dei posti disponibili.