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Una nuova tecnologia consistente in un “cannone” il cui compito è quello di contrastare lo smog della capitale indiana. Ma c’è del contrasto d’opinioni

Un peculiare cannone dall’aspetto a “phon” che spara piccole gocce d’acqua per tentare di arginare la piaga dell’inquinamento atmosferico di Nuova Delhi, capitale dell’India. Il paese registra infatti, dal 2007, un aumento delle emissioni di anidride solforosa, la sostanza prodotta dalla combustione del carbone che causa piogge acide, nebbie e problemi alla salute umana. Un trend che ha portato la nazione ad essere il più grande inquinatore atmosferico al mondo.

Valori

Secondo l’Air Quality Index, la scala che misura la salubrità dell’aria cha parte da un minimo di 0 (aria pulitissima) e arriva a 500 (aria mefitica), New Delhi si posiziona nella fascia tra i 400 (aria nociva) e gli 800 (fuori scala). Secondo la stessa scala un valore superiore ai 100 basta a rendere l’aria insalubre. Si è dunque investito, per un totale di 31mila dollari, su un cannone che spara fino a 100 l d’acqua al minuto per eliminare circa il 95% delle sostanze inquinanti aerodisperse. Alcune prove sono già state compiute nel quartiere di Anand Vihar, uno dei quartieri più martoriati della capitale da un punto di vista ambientale.

il suddetto cannone anti smog

Controversie

Nonostante la volontà di promuovere il progetto con maggiori finanziamenti, diverse associazioni ambientalista hanno mostrato scetticismo nei confronti di un’iniziativa ritenuta come “temporanea” e “insufficiente” per sradicare in modo sistematico la problematica del paese. Greenpeace in particolare ha mosso diversi dubbi, arrivando a sostenere che il cannone non sia altro che un paravento per distogliere l’attenzione sulle vere cause dell’inquinamento della città. “Il cannone anti smog non è sicuramente la soluzione. Certo lo si può utilizzare occasionalmente in luoghi sensibili, ma se si vuole trovare una soluzione al problema dell’inquinamento, bisogna risalire alla fonte e non spruzzare acqua nei cieli” commenta il rappresentante di Greenpeace Sunil Dahiya.