frutta di dicembre
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Marchiare gli alimenti con laser per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti bio

Nei supermercati i prodotti bio vengono posizionati in zone specifiche, e la legge obbliga le case produttrici a fare largo ricorso al packaging mentre, se venduti sfusi, viene applicato uno per uno un bollino che ne identifichi la provenienza e la qualità. I prodotti bio, paradossalmente, inquinano molto con il packaging. Ma dall’Olanda arriva una soluzione per il problema: ossia i prodotti con tatuaggi indelebili sulla buccia fatti con il laser che contribuiscono alla riduzione della plastica alimentare.

Il distributore è Eosta ed il sistema si chiama natural branding e consiste nel marchiare gli alimenti direttamente sulla buccia con un apposito laser. Si tratta di un vero e proprio tatuaggio ottenuto attraverso la rimozione dei pigmenti presenti sui prodotti, procedimento che non ne intacca minimamente la qualità. Si possono aggiungere anche loghi. Questa tecnologia era riservata a cibi con bucce spesse o non edibili, come patate e cocomeri, ma ora si sta progredendo per estendere i prodotti da poter accogliere con questo sistema.

 Con il natural branding, detto anche laser branding, si evita il problema del packaging inquinante. Inoltre, sembra che l’esposizione di prodotti bio incartati ne inibirebbe le vendite. L’esposizione degli alimenti sfusi in grosse quantità, invece, ha l’effetto opposto: invoglia all’acquisto ed implica in parallelo una riduzione della plastica alimentare. Almeno secondo una ricerca condotta da Eosta stessa.

C’è anche un’altra funzione: tenere a bada la clientela scorretta. Parliamo di quei consumatori che cercano di acquistare prodotti bio pagandoli come quelli normali, semplicemente staccando l’adesivo e rimpiazzandolo con quello di un alimento più economico.