Reggia di Caserta (Shutterstock.com)

Sono dieci i siti Patrimonio dell’Umanità di questa regione, tra i quali l’arte dei pizzaioli napoletani di fare la pizza

Sono dieci, tra beni materiali e immateriali, i siti della Campania dichiarati Patrimonio dell’Umanità ed iscritti nella Heritage list Unesco, che potranno essere scoperti al World tourism event, ossia il Salone mondiale del turismo di Padova (23-25 settembre), che promuove – da 12 anni a questa parte – il turismo culturale, consapevole e sostenibile. 

I siti in questione sono la Dieta Mediterranea, l’arte dei pizzaioli napoletani, le macchine a spalla di Nola, il centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, il complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco nazionale del Cilento e la pratica della Transumanza, che coinvolge l’area di Lacedonia in Alta Irpinia.

Il centro storico di Napoli è diventato patrimonio dell’Unesco nel 1995. Con i suoi palazzi, le chiese e i monumenti, il centro storico partenopeo testimonia il ruolo ricoperto dalla città prima come centro importante della Magna Grecia e della Repubblica Romana, poi nel Medioevo, quando la città era fra i centri culturali più influenti e infine, dal XVI al XVIII secolo, essendo una delle principali capitali europee.

L’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata invece, è divenuta patrimonio Unesco nel 1997. Le città, sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., sono una ricca testimonianza della società e della vita quotidiana dell’epoca.

Chi ama l’arte e l’architettura, non può non visitare la Reggia di Caserta con il Parco, l’Acquedotto del Vanvitelli e il Complesso di San Leucio. La Reggia di Caserta fu voluta da Carlo III di Borbone a metà del XVIII secolo, ispirandosi a Versailles e al contempo con l’intenzione di superarla in sontuosità. Molto interessante è anche il complesso di San Leucio, che re Ferdinando IV di Borbone volle trasformare in un complesso di produzione della seta, con tanto di case, scuole, servizi medici e tanto altro per i lavoratori.

La Costiera Amalfitana, divenuta Patrimonio dell’Umanità nel 1997, presenta paesaggi e atmosfere uniche, con i caratteristici borghi a picco sul mare. Nel 1998 sono divenuti Patrimonio dell’Umanità anche il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. L’ultima ad entrare a far parte della World heritage list, la Chiesa di Santa Sofia a Benevento – divenuta patrimonio Unesco nel 2011 – fatta costruire nell’VIII secolo d.C. dal principe longobardo Arechi II, che rappresenta uno degli esempi più belli di architettura del primo Medioevo. Qui trovarono rifugio i longobardi dopo la sconfitta di re Desiderio nel 774.