Noto, Siracusa (Shutterstock.com)

Sono sette i siti siciliani che fanno parte della Heritage list, cui si aggiungono quattro beni immateriali

Sono sette i siti siciliani Unesco, a cui si aggiungono 4 beni immateriali, inseriti nella Heritage list, che potranno essere scoperti al World tourism event, ossia il Salone mondiale del turismo di Padova (23-25 settembre), che promuove – da 12 anni a questa parte – il turismo culturale, consapevole e sostenibile. 

I primi due siti della regione ad essere inseriti nella World heritage list Unesco nel lontano 1997, sono il Parco archeologico di Agrigento e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, che sono gli esempi più importanti della cultura greco-romana dell’isola. Agrigento fu una delle città più importanti del mondo mediterraneo dell’antichità, mentre la Villa del Casale è un importante testimonianza della società romana dell’epoca.

Sono divenute Patrimonio dell’Umanità anche le città tardo – barocche della Valle di Noto, di Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica. Furono proclamati bene Unesco poi, la Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Le città barocche presenti in Sicilia sono 8: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli.

Siracusa e la necropoli di Pantalica sono ulteriori chiare testimonianze della cultura greca e romana, mentre di quella arabo – normanna sono: la cattedrale di Palermo, il Palazzo reale e il Palazzo della Zisa, la Chiesa di San Cataldo, la Cappella Palatina, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, il Complesso di San Giovanni degli Eremiti, il Ponte dell’Ammiraglio, la Cattedrale di Cefalù e quella di Monreale.

È considerato Patrimonio dell’Umanità, dal 2013, anche l’Etna, mentre già nel 2000, furono riconosciute tali le Isole Eolie. Ai beni materiali si aggiungono poi, quelli immateriali, come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, l’Arte dei muretti a secco e l’Opera dei Pupi.