Mosaici nella Chiesa di San Vitale, Ravenna (Shutterstock.com)

La città dove è sepolto Dante Alighieri è diventata Patrimonio dell’Umanità nel 1996

C’è anche Ravenna tra i siti della Heritage list Unesco, che potranno essere scoperti al World tourism event, ossia il Salone mondiale del turismo di Padova (23-25 settembre), che promuove – da 12 anni a questa parte – il turismo culturale, consapevole e sostenibile. Divenuta Patrimonio dell’Unesco nel 1996, è la città dove il sommo poeta Dante Alighieri trascorse gli ultimi tre anni della sua vita, dal 1318 al 1321 e dove fu sepolto. Qui, tutto ricorda Dante: i palazzi, le strade, le chiese, le basiliche, i battisteri e gli splendidi mosaici bizantini, che hanno permesso a Ravenna di diventare Patrimonio dell’Umanità.

Secondo alcuni studiosi, per la sua Divina Commedia, Dante si lasciò ispirare proprio dalle bellezze artistiche ravennesi: dalla Basilica di San Vitale al Mausoleo di Galla Placidia, dai Battisteri degli Ariani e degli Ortodossi alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, dala Cappella Arcivescovile e dal Mausoleo di Teoderico ai ricchi mosaici, datati al V-VI secolo d.C., quando Ravenna era la capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Proprio tra questi ultimi e alcuni versi della Divina Commedia, vi sarebbe una rilevante corrispondenza: ad esempio la croce del mosaico absidale di Sant’Apollinare in Classe e i versi 97-104 del XIV canto del Paradiso, oppure la terzina con cui Dante descrive l’Imperatore Giustiniano nel VI canto del Paradiso, che sembra proprio quello raffigurato nella basilica di San Vitale, e ancora, la processione che nel XXIX canto del Purgatorio precede l’arrivo di Beatrice, richiama senza dubbio la sfilata delle Vergini e dei Santi di Sant’Apollinare Nuovo