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È quanto ha dichiarato Giuseppe Romano, presidente AIAB, in occasione della Giornata internazionale della Montagna, che si è celebrata l’11 dicembre

“Per le aree di montagna, il biologico costituisce un’opportunità di sviluppo fondamentale, perché rappresenta la risposta più adeguata per una gestione ottimale del territorio. Se consideriamo poi contesti di interesse turistico, lo sviluppo agricolo in montagna non può prescindere dalla realizzazione dei biodistretti, strumenti decisivi per migliorare l’agricoltura e la zootecnia di montagna, la qualità dei prodotti, il turismo sostenibile e, quindi, le economie locali”. È quanto ha dichiarato Giuseppe Romano, presidente AIAB, in occasione della Giornata internazionale della Montagna, che si è celebrata l’11 dicembre.

“In montagna – spiega Romano – le potenzialità del bio sono molteplici per creare filiere di qualità, generando un valore aggiunto rispetto ad altri sistemi produttivi. Questi non solo valorizzano il territorio montano, ma creano un legame indissolubile con il turismo, contribuendo così a esaltare l’azienda agricola biologica di montagna nel suo contesto territoriale. Particolarmente rilevante è la capacità della montagna di offrire una vasta gamma di prodotti agroalimentari di qualità, inclusi quelli di origine zootecnica. La pratica della zootecnica biologica in montagna rappresenta un modello produttivo estremamente virtuoso, consentendo la gestione anche di aree e pascoli marginali, valorizzando così i paesaggi che i turisti possono apprezzare durante le vacanze”.