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Il Giappone riesce ad essere pulito nonostante i bidoni dell’immondizia siano pochissimi: com’è possibile?

In Giappone ci sono pochissimi rifiuti. Le persone non consumano cibi e bevande mentre camminano, per questo ci sono pochissimi contenitori per i rifiuti. Anche la maggior parte dei bagni pubblici non li hanno, perché non hanno asciugamani di carta. Se hai bisogno di un bidone per la spazzatura devi cercare un distributore automatico e lì potrai finalmente buttare i tuoi rifiuti.

Dal dopoguerra nasce nel paese una necessità di gestire i rifiuti sempre più presenti. Una filosofia detta Not Littering che potremmo tradurre con il gioco di parole “Non rifiutare” e consiste nel tenere i rifiuti con se anche dentro casa, piuttosto che smaltirli in maniera casuale e in luoghi non adatti.

Non si mangia in mezzo alla strada camminando per la città. Anche perché per cibarsi sul momento si tende a preferire i distributori automatici (molto ricchi e variegati) e lo street food, dove gli alimenti vengono ingeriti in loco. Questo non vuol dire che il paese non gestisca i suoi rifiuti, anzi: Il Giappone ricicla circa il 77% delle sue materie plastiche, quasi il doppio della Gran Bretagna, più del 20% degli Stati Uniti.

Nella città di Kamikatsu si dividono i rifiuti in 40 categorie diverse e in questo modo i cittadini impediscono che l’80% dei rifiuti cittadini raggiunga la discarica e possa essere in qualche modo riutilizzato.