controllo della qualità dell'acqua in un impianto di trattamento delle acque reflue
Tecnico che controlla la qualità dell'acqua in un impianto di trattamento delle acque reflue (Avatar_023/Shutterstock.com)

Crisi dell’acqua: per un risparmio ottimale è necessario l’efficientamento della rete idraulica e la realizzazione di nuovi invasi multifunzionali per la raccolta dell’acqua piovana

Molti i temi affrontati durante la tre giorni del G20 agricolo a Firenze dai grandi dell’economia e dell’agricoltura europei. La questione dell’acqua però ha avuto un ruolo da protagonista. Da sempre l’agricoltura deve fare i conti con le risorse idriche a disposizione, ma in questi ultimi anni la situazione sta lentamente degenerando. Non può più essere considerata una crisi temporanea o risolvibile. È indispensabile migliorare al più presto l’efficientamento della rete idraulica e creare nuovi invasi multifunzionali per la raccolta dell’acqua piovana

Il primo risparmio idrico in agricoltura è l’efficientamento della rete idraulica

Tra gli argomenti affrontati durante il G20 la diminuzione della disponibilità delle terre agricole, l’incertezza dei mercati delle materie prime e la distribuzione degli alimenti, ed infine anche la gestione dell’acqua. L’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (ANBI) ha precisato che il primo risparmio idrico in agricoltura è l’efficientamento della rete idraulica. In sostanza, è necessario utilizzare l’acqua con saggezza e parsimonia, e nonostante sia una questione urgente non è per nulla semplice da affrontare.

Servono nuovi invasi multifunzionali per la raccolta dell’acqua piovana

“Sul futuro delle risorse idriche – prosegue Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – serve una strategia complessa, incentrata anche sulla realizzazione di nuovi invasi multifunzionali per la raccolta dell’acqua piovana. Non si può dimenticare che l’Italia ha finora ricevuto ben 4 infrazioni comunitarie per la qualità delle acque reflue.” Non si tratta, dunque, solo di utilizzare bene le acque piovane ma di sfruttare anche quelle reflue per renderle utili all’agricoltura.

La sfida ultima dei tecnici prevede il riuso delle acque reflue, che devono però garantire assoluta salubrità e qualità a tutela dell’eccellenza agricola italiana e della salute delle comunità. Questi elementi sono determinanti per “incrementare la resilienza dei territori pur nel disinteresse della politica” come è stato fatto notare da ANBI. Vivere civile, quindi, ma unito alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo dell’economia.