Trieste (Shutterstock.com)

Un tour alla scoperta di questa misteriosa terra di confine incastonata tra mare e monti, ideale per una vacanza sostenibile

Al confine con Slovenia e Austria, il Friuli Venezia Giulia è incastonato tra alte montagne e il mare Adriatico. Il suo patrimonio culturale ricco e variegato, frutto di contaminazione tra diverse culture e popolazioni, seduce così come le infinite proposte all’insegna del relax, dello sport e del divertimento che rendono una vacanza indimenticabile. A lasciare il segno nella storia del Friuli Venezia Giulia, territorio situato in una naturale zona di passaggio, sono stati i Veneti, gli Euganei e i Gallo-Celti.

La civiltà del bronzo portò nella regione la diffusione dei castellari, borghi fortificati arroccati sulle alture, nei quali gli abitanti del villaggio si dedicavano all’allevamento degli animali. LifeGate ha girato questa regione autonoma, individuando i 5 luoghi da non perdere – che scopriremo nei prossimi articoli – che possono essere raggiunti senza auto ma unicamente con i mezzi pubblici, per un turismo lento e sostenibile.

Trieste

Accanto alle tappe più tipiche nella città di Trieste che, elegante e sofisticata, è sempre un piacere girare a piedi, ci sono due luoghi forse un po’ meno turistici ma importanti per un tour più ampio. Il primo è un luogo che testimonia l’orrore nazista: la Risiera di San Sabba, originariamente uno stabilimento per la lavorazione del riso, che venne utilizzata dopo l’8 settembre 1943 dai nazisti come campo di prigionia e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. In seguito venne messo in funzione anche un forno crematorio. Spesso qui si trovano dei volontari pronti a raccontare la storia custodita tra queste mura. Il museo è essenziale ma colmo di significato.

Tutt’altra atmosfera si respira invece al Museo Revoltella che si trova in un edificio dal mix architettonico entusiasmante: una parte è infatti un palazzo nobiliare dell’Ottocento, l’altra invece è opera di Carlo Scarpa, grandissimo architetto. La luce qui sembra talvolta più importante delle stesse opere esposte e il gioco di livelli rende tutto più suggestivo. Moltissimi gli autori locali poco noti ma si possono ammirare anche alcuni pezzi di pregio tra cui Fontana, Casorati, Carrà. Notevole la vista dalle terrazze.

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