fondi per la filiera olivicola-olearia
(leopictures/Shutterstock.com)

Approvato il piano da 30 milioni a sostegno della filiera olivicola-olearia per la realizzazione di nuovi impianti e l’ammodernamento di quelli già esistenti

Il 21 novembre è stato approvato il piano a favore dello sviluppo della filiera olivicola-olearia che prevede la concessione di 30 milioni di euro per aiutare questo settore in difficoltà. La decisione presa dal ministro delle politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha come obiettivo risollevare la filiera olivicola. Quest’ultimo sancisce la distribuzione dei contributi per lo sviluppo della filiera, favorisce l’aggregazione nel settore e l’incremento della produzione nazionale di olive. Quindi, l’obiettivo è di migliorare le prestazioni competitive e favorire l’ammodernamento delle imprese.

A chi è rivolto il piano di sostegno economico

I benefici del programma di recupero saranno percepiti dai produttori olivicoli associati a Organizzazioni di produttori. I fondi saranno suddivisi come segue: 10 milioni destinati ad investimenti su nuovi impianti e 20 milioni per ammodernare gli impianti già esistenti. Il Ministero ha decretato che sarà data priorità alle zone svantaggiate e più ampie, oltre a quelle caratterizzate da grande densità di ulivi e con conduzione in irriguo. Per presentare le domande si dovranno rispettare le indicazioni pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

Nuovi impianti e ammodernamento

Per sostenere i nuovi impianti, questi devono rispettare alcune caratteristiche, contenute nell’allegato 1 del provvedimento ministeriale. La superficie minima deve essere di 2 ettari, si devono utilizzare varietà italiane di ulivi, deve essere presente la conduzione in irriguo e si devono adottare sistemi di agricoltura di precisione.

L’intervento di ammodernamento, che ha ottenuto 20 milioni di sostegno, riguarda l’ammodernamento degli impianti già esistenti, come specificato all’allegato 2 del Decreto. Anche in questo caso, per ricevere i fondi, è necessario realizzare la manutenzione in un terreno minimo di 2 ettari e utilizzare cultivar italiane. Sono comprese nel decreto anche quelle spese affrontate per infittire gli oliveti, reimpiantare o riconvertire le varietà delle piante, potare e realizzare impianti di irrigazione a goccia.