fichi pianta foglie
(Shutterstock.com)

Quali sono le proprietà del ficus carica? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere bene a mente.

Conosciuto anche con il nome di fico selvatico, il ficus carica è una pianta subtropicale utilizzata per combattere diverse problematiche dell’apparato gastrointestinale. Ricche di furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine e lattice, le foglie sono in grado di favorire l’attività espettorante, motivo per cui sono consigliate contro tutte le malattie stagionali. Le gemme e i frutti freschi, invece, sono indicati per contrastare il mal di pancia, la stitichezza, la sindrome del colon irritabile e favorire la motilità intestinale, soprattutto in presenza di reazioni psicosomatiche.

Con proprietà antinfiammatorie e antispasmodiche, il ficus carica è consigliato per combattere: gastrite, iperacidità, colite, ulcere duodenali, disfagia, ipertensione, tosse, mal di denti, gonfiore addominale, digestione lenta e intossicazione. Il frutto secco, ricco di proteine, zuccheri, vitamine A e B e sali minerali (potassio, ferro, magnesio e calcio), è prezioso per migliorare le funzioni intestinali. Tutto qui? Ovvio che no. Le foglie, grazie alla presenza del lattice, sono in grado di eliminare calli e verruche. Una sola raccomandazione: il lattice può essere irritante, soprattutto se ci si espone al sole dopo il trattamento, per cui è consigliato avere un occhio di riguardo. Infine, secondo alcuni studi recenti, questa pianta è ottima per contrastare le malattie degenerative.

fichi foglie
(Shutterstock.com)

Ficus carica: usi e controindicazioni

Il ficus carica si trova in commercio sotto forma di gemmoderivato, tintura madre ed estratto fresco oppure secco. Per quanto riguarda la posologia, attenetevi alle indicazioni dell’erborista o del farmacista. Il gemmoderivato, composto da una soluzione di glicerina e acqua, è più delicato sulle mucose rispetto alla tintura madre. Di conseguenza, non presenta controindicazioni. Volendo, potete anche acquistare i fichi secchi e poi metterli a bollire in acqua per dieci minuti. La tisana, ovviamente filtrata, va bevuta tiepida. In infusione possono essere messe anche le foglie, aumentando il tempo di riposo a 20 minuti.

Sul versante delle controindicazioni, a patto che non si abbiano allergie ad uno o più dei principi attivi, la pianta non presenta effetti collaterali importanti. Una precisazione, però, è d’obbligo: quanti soffrono di diabete od obesità devono chiedere un parere al medico, anche se si opta per il prodotto omeopatico.