Fave sbucciate
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Cotte o crude, le fave sono sempre squisite e apportano tanti benefici, ma è vero che fanno ingrassare? Sfatiamo un mito una volta per tutte.

Le fave sono tra i legumi più consumati al mondo, specialmente in Europa, Asia orientale, America Latina e Nord Africa. Baccelli della Vicia faba, erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Fabaceae, forniscono amido, proteine, fibre, diversi minerali e vitamine utili. Non solo, la sua produzione è una tra le più sostenibili in quanto la pianta necessita di poco terreno per crescere, poca acqua ed è particolarmente resistente alle malattie e ai parassiti.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, 100 grammi di fave fresche contengono: tanta acqua (84 g), pochissimi grassi (0,4 g), 5 g di proteine, 5 g di fibre e 4,5 g di carboidrati. Ricche di ferro, potassio, magnesio, rame, selenio e moltissime vitamine, specialmente acido ascorbico, andrebbero mangiate crude perché la cottura fa perdere gran parte delle vitamine e dei sali minerali. Ovviamente, anche cotte restano un cibo di tutto rispetto, che apporta benefici all’intero organismo.

piatto a base di fave
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Le fave fanno ingrassare? Sfatiamo un mito

In molti credono che le fave facciano ingrassare, ma la realtà è molto diversa. Come già sottolineato, contengono pochissimi grassi, quindi non è tanto il baccello in sé a fare la differenza quanto il condimento o gli altri ingredienti a cui vengono abbinate. Se, ad esempio, le mangiate crude, senza nessuna aggiunta, l’apporto calorico è minimo. Diverso il discorso se le unite a altre verdure e le cuocete con abbondante olio d’oliva, sale e magari aggiungete anche un po’ di salsiccia.

A prescindere dalla cottura, ricordate sempre che è un legume e come tale può causare gonfiore. Sul versante delle controindicazioni, le fave non devono essere mangiate dai soggetti allergici, sensibili, predisposti o affetti da favismo. Nella maggior parte dei casi, le reazioni allergiche sono scatenate dal baccello crudo, ma è comunque consigliato evitare del tutto il consumo. Attenzione anche se si è in terapia con farmaci inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) perché l’abbinamento può provocare crisi ipotensive.