farro monococco chicchi
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Che cos’è il farro monococco? Scopriamo proprietà e usi del padre di tutti i frumenti, nonché eventuali controindicazioni da tenere a mente.

Chiamato anche farro piccolo o enkir, il farro monococco (farro monococcum) è considerato il padre di tutti i frumenti perché le sue origini risalgono alla notte dei tempi. Basta pensare che per i Romani era l’alimento base. E’ un vero e proprio multivitaminico perché, rispetto ad una varietà di frumento tenero, contiene da 5 a 8 volte in più di fosforo, potassio, piridossina e betacarotene, un elevato contenuto proteico e di qualità, un basso tenore di glutine (intorno al 7%) e di acidi grassi saturi e minor contenuto di amido, motivo per cui è più digeribile.

Secondo studi recenti, il farro monococco non contiene le sequenze amminoacidiche responsabili della celiachia, ma è comunque sconsigliato il consumo alle persone intolleranti al glutine. Per qualsiasi dubbio, chiedete al vostro nutrizionista di fiducia. Il suo indice glicemico, in sostanza, può essere paragonato a quello di altri cereali e del pane integrale o semi integrale. In ogni modo, è un cereale altamente saziante, poco calorico e ben digeribile, perfetto soprattutto per chi soffre di stitichezza e chi ha problemi di diabete. Non solo, è consigliato anche per contrastare il rischio di aterosclerosi e cardiovascolare e per abbassare i livelli di colesterolo LDL.

biscotti farina farro monococco
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Farro monococco: usi e controindicazioni

Molto resistente e adattabile, motivo per cui è facilmente coltivabile, il farro monococco si trova in commercio in chicchi come farro decorticato o perlato e sotto forma di farina. Nel primo caso, può essere impiegato per preparare ottimi risotti e zuppe, oppure per accompagnare carne, pesce e verdure. E’ bene sottolineare che, prima di mangiarlo, i chicchi vanno lavati sotto l’acqua corrente e poi lasciati in ammollo per almeno 6 ore in una quantità d’acqua pari al doppio del loro volume. Dopo di che vanno lessati per almeno un’ora a fuoco basso. Soltanto al termine di questo procedimento può essere mangiato senza alcun problema. La farina, invece, può essere utilizzata per creare lievitati, dolci e pasta fresca: dal pane ai biscotti, passando per i ciambelloni e le tagliatelle.

Per quanto riguarda le controindicazioni, il farro monococco non presenta particolari effetti collaterali, a patto che non si esageri con le dosi. Ovviamente, è sconsigliato a chi soffre di celiachia o di intolleranza a questo elemento. Invece, quanti sono allergici alle proteine del grano potrebbero tollerarlo perché quelle al suo interno sono di facile digeribilità.