Locandina Crush

Nel 2016 presso il Complesso del Vittoriano, a Roma, si svolse “Crush – Manifesto globale”, di Fabio Ferrone Viola.

Rifiuti in plastica, tappi di bottiglia e lattine schiacciate diventano opere d’arte. L’arte è riciclo.

Un ambizioso manifesto di educazione ambientale mirato a diffondere, attraverso l’arte e la creatività, una maggiore coscienza del disagio ecologico.

Il titolo della mostra “Crush” si riferisce alla gestualità attorno a cui ruota la ricerca dell’artista, che schiaccia le lattine accartocciate raccolte per strada.

Le trenta opere proposte da Ferrone sono state realizzate assemblando lattine e materiali di scarto e trasformando i rifiuti in risorsa.

L’artista invita, con le sue creazioni, a una conversione ecologica globale. In forte contrapposizione con la cultura “usa e getta”, il percorso espositivo si snoda attorno al concetto di recupero, che diventa denuncia contro il circolo vizioso del consumismo.

Le lattine scartate e raccolte dall’artista agli angoli delle strade, manipolate e “nobilitate” dall’interpretazione creativa, acquistano, così, nuovi sorprendenti significati e diventano portavoce di un contenuto sociale.

Anche l’’Accademia RUFA ha deciso di partecipare al progetto con le fotografie degli studenti che raccontano il degrado urbano come risultato del mix tra cultura consumistica e incuria cittadina. Spiagge come discariche, cumuli di spazzatura sui marciapiedi, degrado e incuria. Il reportage fotografico, frutto di un lavoro collettivo dal titolo “Trash“, in netta opposizione con il concetto Crush, sofferma l’attenzione sull’altra faccia della medaglia e porta alla luce uno spaccato di degrado sociale davvero aberrante.

L’arte si propone dunque di veicolare un messaggio e di porre l’attenzione sui problemi ambientali.