Moschea di Koutoubia, Marrakesh (Shutterstock.com)

Quest’anno si punta ancora sulla sostenibilità ma anche su quei luoghi in via di ripresa da una crisi o una calamità

L’estate si avvicina ed è tempo di programmare le vacanze. A darci una mano nella scelta delle mete, ci ha pensato QNItinerari, che ne ha proposto dieci, tenendo presente l’orientamento dei viaggiatori verso la sostenibilità ambientale, prediligendo viaggi sempre più consapevoli. Dagli studi sul turismo sostenibile è emerso infatti, che la maggior parte dei viaggiatori è orientata verso scelte più green, ma oltre a prendere in considerazione mete che investono nella sostenibilità, si opta anche per quei luoghi in fase di ripresa, dopo una crisi o una calamità, in modo da aiutare il territorio. Pertanto, QNItinerari, tenendo conto di queste tendenze, ha scelto: Valencia in Spagna, il Marocco, Saba nei Caraibi, Belfast nell’Irlanda del Nord, la Grande barriera corallina meridionale, Panama in America Centrale e Maui nelle Hawaii.

Marocco

A settembre dello scorso anno, un forte terremoto ha colpito il Marocco centrale causando oltre 2900 morti e distruggendo moltissime abitazioni. L’epicentro del sisma, di magnitudo 6,8, era nelle montagne dell’Alto Atlante nei pressi di Marrakesh. Dopo il disastro però, nonostante il turismo del Marocco abbia registrato numeri record, le strutture alberghiere di Marrakesh e, soprattutto i suoi artigiani, stentano a ripartire. Con un fascino intramontabile la popolare città marocchina è sempre una buona idea di viaggio e può essere un ottimo campo base per visitare zone meno affollate come la Valle dell’Ourika, nota destinazione per gli amanti del trekking, o la regione di Ait Bougmez, sostenendo in questo modo le comunità delle aree colpite dal terremoto e la ripresa della regione.

Cosa vedere a Marrakesh

Sono moltissime le cose da vedere a Marrakesh. La principale è senza dubbio Medina. Nella città vecchia è possibile trovare tutte le principali attrazioni di Marrakech: qui si susseguono souk e vicoletti su cui si affacciano incredibili edifici e palazzi. Centro nevralgico della città vecchia è la piazza Jemaa el-Fna, cuore pulsante di Marrakech. Di giorno la piazza brulica di incantatori di serpenti, tatuatori all’henné, mangiatori di fuoco e cartomanti, mentre con il calar del sole si inebria di fumo aromatico, di spezie e di musica. Lungo la piazza ci sono tante bancarelle, dove assaggiare i piatti tradizionali della città.

Da visitare anche la Madrasa di Ben Youssef, una scuola musulmana, specializzata in discipline religiose. Si tratta della più grande di tutto il Marocco e fu realizzata per accogliere gli studenti della vicina moschea. È composta da 130 stanze, giardini e cortili e in passato poteva ospitare fino a 900 studenti. 
Da non perdere poi il Jardin Majorelle, che era di proprietà di un artista francese di nome Jacques Majorelle, il quale ha trascorso 40 anni a disegnare e trarre ispirazione da questo giardino magico. Qui è possibile visitare gli incantevoli vicoli, i ruscelli tranquilli e le oltre 300 specie di piante mozzafiato. Oggi il giardino è di proprietà di Yves Saint Laurent.

Tappa obbligatoria è la Moschea Koutoubia, che non è solo un centro spirituale ma un punto di riferimento per l’architettura internazionale: è caratterizzata da finestre curve, merli in ceramica e archi decorativi.  Il minareto del XII secolo è una meravigliosa opera d’arte. Chi sceglie di visitare il Marocco non può non visitare i souk e Marrakech vanta una Medina piena di tradizionali souk e innumerevoli tesori. Tra i più interessanti, c’è il Souk Haddadine, pieno di botteghe di fabbri. 
Una visita la meritano anche le Tombe Saadiane, realizzate come luogo di riposo finale per i sovrani e membri della dinastia Saadi. Vennero fatte costruire dal sultano Ahmad al-Mansūr intorno al 1557 e furono riscoperte nel 1917, dopo essere state nascoste per secoli. In questo incredibile giardino, è possibile vedere oltre cento tombe decorate con piastrelle pregiate e intagli intricati.

Il Palazzo El Bahia è una incredibile opera d’architettura realizzata nel corso del XIX secolo. Fu costruito su un’area di otto ettari ed è composto da 150 stanze, cortili e giardini meravigliosi: solo una parte del palazzo è aperta al pubblico. Una volta a Marrakesh vale la pena raggiungere il quartiere ebraico della città e fare visita al cimitero ebraico Miâara. Il quartiere ebraico fu realizzato nel 1558 e nel periodo di massimo splendore ospitava circa 50.000 persone. Ad esso si accedeva attraverso due porte d’ingresso che venivano chiuse al calar della sera. 
Da non perdere le concerie situate nel nord-est della Medina, dove si trova di tutto, dalle borse agli abiti, ed è possibile osservare i lavoratori mentre preparano le merci da vendere in città. Il Palais el Badi è uno dei capolavori più incredibili della città, anche se non è rimasto quasi nulla. Quello che si può visitare sono solo i resti di questa incredibile costruzione voluta dal re Saadiane Ahmad al-Mansur e ispirata all’Alhambra di Granada. L’edificio pare si componesse di oltre 360 stanze e appartamenti privati.

Da non perdete una visita ai Giardini della Menar caratterizzati da un grande stagno e da un’incredibile struttura circondata da numerosi olivi e palme. Anche la visita a un hammam è una delle esperienze da provare in un viaggio a Marrakech. Ci sono numerosi stabilimenti in tutta la città e il prezzo si aggira tra 50 e 100 dirham.
Fare shopping nei souk di Marrakech, infine, è una delle esperienze da provare almeno una volta nella vita. Nei labirintici mercati coperti si trova di tutto: dai tappeti, alle spezie aromatiche, dalle ceramiche dipinte a mano ai raffinati prodotti in pelle. Questi sono il luogo perfetto e per scoprire l’autentico artigianato marocchino.

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