equiseto rami bottiglie
(shutterstock.com)

Quali sono le proprietà dell’equiseto? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere bene a mente,

Pianta erbacea molto antica, tanto da essere considerata un fossile vegetale, l’equiseto cresce spontaneo in quasi tutte le zone umide del mondo. Unica rappresentante della famiglia delle Equisetaceae, è chiamata anche coda cavallina o erba cavallina. E’ facile trovarla vicino ai bordi di fossi, torrenti e stagni. I fusti crescono sotto terra e si ramificano soprattutto in linea orizzontale, mentre il rizoma strisciante della pianta cresce fino a due metri di altezza ed è molto simile al bambù.

Ricco di sostanze minerali, come potassio e acido silicico, e nutrienti, come flavonoidi (quercetolo e campferolo), saponine, acidi organici, fitosteroli, tannini, vitamine e alcaloidi in tracce, l’equiseto vanta importanti proprietà. E’ considerato diuretico, emostatico, antinfiammatorio, astringente, antibatterico, antisettico e e antiossidante. Questo rimedio naturale è particolarmente indicato per curare malattie della vescica (incontinenza notturna, indebolimento della vescica e infezioni del tratto urinario) e dei reni, nonché l’artrite reumatoide. Non solo, questa pianta è molto utilizzata anche per rinforzare unghie, capelli e ossa.

equiseto pianta
(shutterstock.com)

Equiseto: usi e controindicazioni

Utilizzato come ingrediente principale di creme e lozioni per combattere l’invecchiamento cutaneo, l’equiseto si trova in commercio anche sotto forma di estratto secco, integratore, succo, infuso, tisana e tintura madre. Questo rimedio è indicato, oltre che per la cura delle problematiche citate sopra, anche per combattere ferite, eruzioni o lesioni cutanee, ustioni e acne. Non solo, via libera anche in caso di scarsa concentrazione, metabolismo lento, stress e per aumentare il senso di sazietà.

Per quel che riguarda le controindicazioni, l’equiseto non presenta particolari effetti collaterali. Essendo considerato un diuretico, però, non va assunto in concomitanza di farmaci che hanno la stessa azione. In ogni caso, è sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento e mai farne un uso prolungato perché contiene un componente che consuma la vitamina B1.