Ecologista a chi?

La pandemia dà ragione agli ecologisti, all’idea che l’Homo sapiens abbia devastato la natura e ora ne paghi il prezzo? O al contrario dimostra che gli ecologisti hanno torto, che solo un uomo sempre più “tecnologico” e “artificiale” può sconfiggere la natura “ostile”? A partire da queste due opinioni contrapposte ed entrambe correnti, si snoda una riflessione sul pensiero ecologico, che vede l’uomo come “intruso” nel mondo naturale ma al tempo stesso, nel solco di Darwin, come specie animale integrata nei processi evolutivi. Questa contraddizione non ha impedito alle idee degli ecologisti di conquistare l’opinione pubblica, di penetrare nella mentalità contemporanea e soprattutto delle nuove generazioni. Ma di fronte alla pandemia e a una crisi ancora piú grave, quella climatica, gli ecologisti devono sciogliere le loro ambiguità, mettendo da parte pregiudizi e diffidenze verso la scienza e la tecnologia: oppure, da soluzione della crisi ecologica, il pensiero green rischia di diventare esso stesso parte del problema.

Ecologista a chi? Ecco la bio dell’autore Roberto Della Seta

Roberto Della Seta (Roma, 15 agosto 1959) è un giornalista italiano.Dal 2003 al 2007 è stato presidente nazionale di Legambiente. Nel 2007 è stato nominato responsabile ambiente nel primo esecutivo del neonato Partito Democratico ed eletto nell’assemblea costituente. È stato senatore del Pd e capogruppo nella Commissione Ambiente nella XVI Legislatura.

Durante la sua esperienza politica nel Pd è spesso entrato in polemica con le posizioni ufficiali del suo partito, e in diverse occasioni (decreti legge sull’Ilva di Taranto, legge sul finanziamento pubblico dei partiti, ratifica del trattato di amicizia con la Libia di Gheddafi) ha votato in dissenso dal suo gruppo in Senato.Ha fondato nel 2013 e da allora presiede la Fondazione Europa Ecologia, impegnata per promuovere le buone pratiche “green” nell’economia, nella politica, nell’amministrazione.

Collabora con diverse testate giornalistiche e da sempre alterna l’attività politica e giornalistica con l’impegno nella ricerca storica. Si è occupato prevalentemente di storia urbanistica e di storia del pensiero ecologico.