discorea pianta
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Quali sono le proprietà della discorea? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere a mente.

Appartenente alla famiglia delle dioscoreaceae, la discorea, il cui nome tecnico è discorea villosa, è una pianta erbacea perenne diffusa in America Centrale e Canada. Conosciuta anche con il nome di igname selvatico, contiene fitosteroidi, diosgenina e tannini. Vanta proprietà benefiche che vale la pena conoscere: è antidolorifica, lenitiva, depurativa, antiossidante, antinfiammatoria e dimagrante. Grazie alla presenza di diosgenina, sostanza simile al progesterone, la pianta è particolarmente indicata per contrastare le problematiche legate alla menopausa. Si può sostituire alle classiche cure ormonali ed è in grado di rallentare il naturale processo di invecchiamento, favorire il metabolismo e combattere i disturbi tipici di questo periodo della vita: dalle vampate di calore all’insonnia, passando per il gonfiore e le palpitazioni.

Oltre che della menopausa, la discorea è una grande alleata per combattere i chili di troppo, soprattutto quando sono concentrati nella zona addominale. Non solo, è consigliata anche quando si hanno aumenti di peso a periodi alterni, in caso di colesterolo alto, liquidi in eccesso e per contrastare la sindrome del colon irritabile. Tutto qui? Ovvio che no. La pianta è indicata anche contro i dolori legati alla sindrome mestruale e premestruale, la ritenzione idrica, le dermatiti, i rossori, gli eczemi e i fastidi reumatici.

discorea radice
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Discorea: usi e controindicazioni

La discorea si trova in commercio sotto forma di estratto secco, compresse, pomata e tintura madre. Generalmente, per ottenere il rimedio naturale si utilizzano le radici e i rizomi. Per quanto riguarda le controindicazioni, la pianta non presenta grandi effetti collaterali. In ogni modo, si tratta sempre di un rimedio che contiene fitoestrogeni, pertanto il suo utilizzo non è indicato in caso di terapia ormonale in atto o se si assumono altri farmaci. Prima di iniziare la cura, è bene ribadirlo, è opportuno parlarne con il proprio medico. Vietata, infine, anche alle donne in gravidanza e allattamento e alle persone che presentano allergie alle sostanze contenute nell’igname selvatico.