Donna felice mangia insalata
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Secondo un importante studio, la dieta vegetariana riduce il rischio di sviluppare almeno cinque tumori differenti.

Che il cibo influenzi la salute non è una novità, ma finalmente abbiamo uno studio corposo che dimostra quanto sia influente nei riguardi di almeno cinque tumori. Nello specifico, è risultato che la dieta vegetariana può davvero fare la differenza. Ma, procediamo con ordine. La ricerca è stata condotta dall’Università di Oxford su più di 1,8 milioni di persone, seguite per un periodo di circa 16 anni. Un progetto internazionale che, grazie al lavoro del Cancer Risk in Vegetarians Consortium, è riuscito a mettere insieme i dati di nove grandi studi epidemiologici condotti in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Cancer, ha preso in esame onnivori, persone che mangiavano solo pollame, pescetariani, vegetariani e vegani e ha analizzato più di 17 tipi di cancro: dall’apparato gastrointestinale ai polmoni, passando per le vie urinarie, il sistema riproduttivo e i tumori del sangue. Ovviamente, i ricercatori hanno considerato anche lo stile di vita in generale e altri fattori come il peso corporeo.

Prima di vedere i risultati, una precisazione è d’obbligo. Molti dei dati raccolti risalgono agli anni Novanta/Duemila, quindi è doveroso sottolineare che i prodotti vegetali dell’epoca erano meno diffusi e ricchi di proprietà nutrizionali. Allo stesso tempo, pure gli alimenti ultra-processati non venivano consumati in larga scala come oggi.

donna in cucina con cibo sano
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Dieta vegetariana e tumori: i risultati dello studio

Lo studio di Oxford è arrivato a un risultato importante: rispetto ai consumatori di carne, quanti seguono una dieta vegetariana hanno una probabilità inferiore del 21% di sviluppare un tumore al pancreas, del 12% alla prostata, del 9% al seno, del 28% al rene e del 31% di mieloma multiplo. Questo perché l’alimentazione vegetale contiene più fibre, più frutta e verdura, quindi conta su una quantità maggiore di composti bioattivi vegetali che contribuiscono alla regolazione dell’infiammazione, del metabolismo e della crescita cellulare.

E’ bene sottolineare che la ricerca è giunta anche ad alcuni risultati inattesi. Sembra, infatti, che i vegetariani hanno un rischio maggiore di sviluppare il carcinoma squamoso dell’esofago, la forma più diffusa di tumore esofageo. Probabilmente, questo è dato dall’apporto insufficiente di alcune vitamine del gruppo B, più presenti nei cibi di origine animale. Per quanto riguarda i vegetariani, invece, rischiano il 40% in più il tumore del colon retto. Pure in questo caso c’è una spiegazione: l’apporto medio di calcio nei soggetti analizzati si attestava intorno ai 590 milligrammi al giorno, mentre nel Regno Unito la quantità raccomandata è di 700 milligrammi.

Ecco perché quanti seguono una dieta vegetariana o vegana dovrebbero bilanciare bene i nutrienti e sopperire eventuali carenze, magari facendosi seguire da un nutrizionista. Non dimentichiamo, inoltre, che i dati dello studio fanno riferimento a prodotti vegetali degli anni Novanta/Duemila, molto diversi da quelli che troviamo in commercio oggi.