solare concentrazione

Basate sulla tecnologia degli specchi ustori di Archimede, prendono forma nuove ed avanzate versioni di impianti solari a concentrazione, in grado di arginare problemi un tempo limitanti

Si dice spesso che Archimede abbia difeso Siracusa e sconfitto la flotta del generale Marco Claudio Marcello utilizzando degli specchi, detti ustori, in grado di convergere la luce al punto da creare mortali raggi capaci di bruciare le imbarcazioni a distanza. E’ stato dimostrato, tra l’altro, che ciò è davvero possibile, impiegando la luce riflessa da 300 scudi di bronzo lucidato.

Limiti

Questa invenzione è stata di fondamentale ispirazione per la creazione di una delle più avanzate tecnologie legate al rinnovabile, le centrali solari a concentrazione. Vari prototipi sono stati costruiti in tutto il mondo, ma sostanzialmente i ricercatori sono sempre dovuti andare incontro ai tre gravi limiti di questo sistema: il problema degli specchi, il problema del fluido termovettore e quello del tubo ricevitore.

Funzionamento

Ma come funziona un impianto del genere? Si sfrutta un sofisticato sistema di specchi, in grado di deviare le radiazioni solari su un recettore di modeste dimensioni. Il ricevitore viene quindi attraversato da un fluidovettore con sali di nitrato che si riscalda oltre i 550°C. In seguito, grazie ad un impianto a vapore, il suddetto fluido passa attraverso uno scambiatore di calore a fascio tubiero e il vapore compie lavoro utile in turbina. Infine, il turboalternatore compie la trasformazione in energia elettrica. Anche di notte il sistema è funzionante, grazie alle sue capacità di accumulo di oltre 16 ore.

Migliorie

Al Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara gli esperti hanno realizzato un prototipo di impianto solare a concentrazione più efficiente rispetto alla media, in collaborazione con gli studenti del politecnico di Milano e del MIT. Gli specchi in vetro metallizzato sono stati alleggeriti con una più economica pellicola di materiale polimerico riflettente, che permette una più semplice manodopera e un taglio dei costi del 75%. Si è poi agiti anche sui fluidi, ora realizzati con miscele ternarie e quaternarie di sali, che permettono la riduzione di energia richiesta per mandare avanti l’impianto.


Un grande passo nel campo del solare.