Guerra nucleare
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I risultati di alcuni studi scientifici parlano chiaro: una guerra nucleare avrebbe conseguenze pesantissime sull’alimentazione globale

Fino a qualche mese fa sembrava impossibile, eppure, in così poco tempo, l’ipotesi di un conflitto su larga scala si è fatta sempre più concreta. Venti di guerra sembrano provenire non solo dall’Ucraina, dove l’esercito russo devasta ormai da mesi il Paese, ma anche dalla situazione instauratasi tra Cina, Stati Uniti e Taiwan e dalle recenti tensioni in Serbia. Tra la preoccupazione generale, non sono mancate minacce di utilizzo di armi nucleari da parte di alcune grandi potenze; un’intimidazione che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso.

Fortunatamente, nonostante tali minacce, una possibile guerra nucleare sembra per ora essere poco probabile. Alcuni scienziati della Rutgers University hanno comunque cercato di capire quali effetti questa guerra potrebbe avere sull’alimentazione della popolazione. L’articolo, pubblicato da Nature Food, il 15 agosto 2022, sembra offrire diversi scenari, chiaramente tutt’altro che positivi.

Gli scienziati, coordinati dalla climatologa Lili Xia, hanno ipotizzato una grave carestia, causata dalla riduzione dei raccolti, della pesca e della scarsa disponibilità di bestiame, dovuti alla presenza di una fitta coltre persistente, dispersa nell’atmosfera dalle reazioni nucleari. I ricercatori si sono concentrati su sei diversi scenari di guerra; il più grave prevede uno scontro totale tra America e Russia. Un conflitto simile, immetterebbe nell’atmosfera circa 150 milioni di tonnellate di fuliggine, che andrebbero a ricoprire interamente la Terra per anni, raffreddandola ed impedendo alle colture di crescere. Ciò porterebbe alla morte per fame di circa 5 miliardi di persone a cui si sommano quelle uccise dalle esplosioni atomiche e dalle radiazioni che ne scaturirebbero.

Chi ne risentirà di più?

Anche i Paesi lontani dalle zone di conflitto ne risentirebbero, perché costrette ad interrompere le esportazioni, per poter sfamare la propria popolazione. In un ipotetico scenario di guerra USA-Russia, a farne le spese sarebbero i Paesi delle medie/alte latitudini, già caratterizzate da un raccolto dalla stagionatura breve, come la Gran Bretagna. Altri Paesi invece, sarebbero in grado di reggere bene l’impatto nucleare, grazie alla loro posizione geografica e alla possibilità di una maggior disponibilità di cibo per la propria gente, come l’Australia.

Gli stessi ricercatori hanno ammesso che la situazione è più complessa di quella mostrata da questo studio. La pubblicazione rappresenta comunque un primo passo per prendere coscienza dei gravi rischi a cui si andrebbe incontro se questa terribile minaccia diventasse realtà.