
Siamo nel 2026, ma alcune aziende continuano a usare le uova di galline in gabbia, pure per le colombe di Pasqua: ecco i marchi da evitare.
Se state pensando di acquistare una delle tante colombe di Pasqua in commercio, il report 2026 di Essere Animali sui prodotti fatti con uova di galline in gabbia potrebbe tornarvi molto utile. Ogni anno, in Italia, più di 17 milioni di galline trascorrono la vita produttiva all’interno di gabbie minuscole, dove non hanno nemmeno lo spazio per muoversi. Un’esistenza che non si può definire tale, volta solo ed esclusivamente alla soddisfazione dell’essere umano. Eppure, il 90% degli italiani si è detto favorevole all’eliminazione di questo tipo di allevamento in favore di quello all’aria aperta.
Fortunatamente, nel 2026 sono tante le aziende che strizzano l’occhio al benessere animale e utilizzano solo ed esclusivamente uova di galline allevate all’aperto. Soltanto due, stando al report di Essere Animali, continuano a usare uova di galline in gabbia. Nello specifico, si tratta di Bauli e Melegatti, le uniche a non aver ancora assunto un impegno pubblico per l’intera gamma di prodotti a marchio. Questo significa che, pur dichiarando di usare uova da galline allevate a terra per i propri croissant, non hanno ancora formalizzato la cosa in una vera politica aziendale.

Le colombe di Pasqua 2026 con uova di galline allevate all’aperto
Se Bauli e Melegatti non hanno ancora assunto una posizione chiara, tanti altri marchi lo hanno fatto. Fortunatamente, sono la maggior parte. Le colombe di Pasqua 2026, fatte esclusivamente con uova di gallina allevate all’aperto, sono: Vergani, Balocco, Galup e Tre Marie. Tra queste, Vergani è l’azienda più virtuosa, visto che dal 2021 non usa più uova di galline in gabbia su tutti i suoi prodotti, non solo quelli pasquali. Stessa scelta, anche se da meno anni, da parte delle altre aziende dolciarie.
Meno chiara la posizione di Paluani, che si impegna a utilizzare uova da galline allevate a terra ma non lo specifica nelle liste degli ingredienti consultabili online. Invece, Maina ha annunciato che entro Pasqua 2026 eliminerà le ‘gabbie’ dalla propria produzione. E’ bene sottolineare che, al momento, il 75% delle uova utilizzate provengono da galline all’aperto.
Nel frattempo, promuoviamo la raccolta firme di Essere Animali per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare per vietare l’allevamento in gabbia in Italia per tutte le specie, depositata alla Corte Suprema di Cassazione il 12 marzo scorso insieme.









