cioccolato bio
(Thomas Dutour / Shutterstock.com)

Rigoni di Asiago acquisisce la Saveurs&Nature e investe sul suo cioccolato bio per rafforzarsi sul mercato alimentare sostenibile a livello internazionale

Il mercato di Rigoni di Asiago

Rigoni di Asiago, leader italiano delle creme al cioccolato bio, confetture e miele, ha scelto di acquisire la francese Saveurs&Nature. Si sta parlando di un’azienda con un fatturato di 130 milioni di euro e 245 dipendenti che ingloba a sé un’azienda da 12 milioni e 70 dipendenti specializzata in cioccolato biologico. Questa è sicuramente una mossa intelligente che conferma l’attenzione di Rigoni verso la sostenibilità e lo sviluppo ecologico. Un terzo protagonista della vicenda è Crédit Agricole FriulAdria, che ha erogato un finanziamento Esg linked collegato al raggiungimento di precisi obiettivi di sostenibilità.

Per quanto riguarda l’esportazione, la Rigoni di Asiago vede nella Francia il suo secondo maggior acquirente. Infatti, la sua Nocciolata “priva di olio di palma, è diventata la seconda nel ranking delle creme spalmabili (la prima per quanto riguarda il bio) – si legge nella nota in cui viene annunciata l’acquisizione – ed è il marchio preferito da quei consumatori che cercano prodotti golosi naturali e rispettosi dell’ambiente».

Alcune considerazioni sul cioccolato bio francese

L’azienda acquisita da Rigoni di Asiago ha sede in Vandea, sulla costa occidentale francese, e quasi la metà dei dipendenti è composta da Maitres Chocolatier. Fondata nel 2001, è nata grazie alla famiglia di agricoltori biologici Mortreau. Come molte altre aziende, la Saveurs&Nature è nata nel retrobottega di un ristorante. Il RestObio è un locale che offriva dei cioccolatini biologici come accompagnamento al caffè. Questi ebbero talmente tanto successo che la famiglia Mortreau decise di dedicarsi unicamente alla produzione di cioccolatini.

L’accordo tra Rigoni di Asiago e Saveurs&Nature

Andrea Rigoni, ad di Rigoni di Asiago, è rimasto subito colpito dalla condivisione di ideali con Jean-Micheal Mortreau, tra questi “la volontà di creare un mondo migliore offrendo al consumatore prodotti biologici buoni da gustare e buoni anche per salvaguardare il pianeta”.

Dal canto suo, invece, Mortreau ha ammesso che la decisione di cedere la società a Rigoni è stata lunga e sofferta, ma hanno scelto di “realizzarla nell’interesse dell’azienda e dei suoi dipendenti”. Per entrambi l’incontro è stato decisivo in termini di condivisioni di valori e di vision.

Anche la Crédit Agricole FriulAdria, nelle vesti di Luca Fornari – responsabile area imprese corporate – si è detta orgogliosa di aver accompagnato questa operazione, in quanto le due aziende coinvolte sono clienti del Gruppo. “Il finanziamento è significativo, non solo perché ci vede come unica banca partner ma anche perché contiene una forte impronta di sostenibilità. Questa è la dimostrazione di come la finanza possa rappresentare una leva strategica nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu”, ha dichiarato Fornari.