Cicerchia cucchiaio legno tavolo
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Avete mai mangiato la cicerchia? Legume antico, vanta proprietà importanti, a patto che venga consumato avendo alcune accortezze.

Legume antico e poco conosciuto, la cicerchia è ricca di proteine e fibre. Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, viene coltivata fin dall’antichità soprattutto in Italia centrale, nel Sud e nelle regioni dell’area mediterranea. Simile a una grande lenticchia schiacciata, o a un lupino, ha un colore tra il grigio e il beige. In commercio viene venduta soprattutto decorticata, ossia privata della cuticola esterna, sia perché così è più digeribile e sicura sia perché in questo modo si vanno ad abbattere i lunghi tempi di cottura.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, 100 grammi di cicerchia contengono:

  • Calorie: circa 320 kcal
  • Proteine: 25-28 g
  • Carboidrati: 50-55 g
  • Fibre: 15 g
  • Grassi: <2 g
  • Minerali: ferro, fosforo, calcio, potassio
  • Vitamine: gruppo B (soprattutto B1 e B9/folati)

Grazie a questi valori, la cicerchia vanta proprietà importanti. Alimento ad alto contenuto di proteine e fibre insolubili e ricco di antiossidanti e vitamine del gruppo B, ha un basso indice glicemico, per cui è indicato per chi soffre di diabete, per chi segue regimi dietetici ipocalorici e per gli sportivi che cercano proteine vegetali alternative. Inoltre, il suo consumo favorisce la regolarità intestinale, previene la stitichezza e contribuisce a mantenere una flora batterica sana.

Cicerchia sciacquata
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Cicerchia: usi e controindicazioni

Paragonabile alla soia per le sue proprietà e i valori nutrizionali, la cicerchia è ideale non solo per i vegani e vegetariani, ma anche per coloro che vogliono ridurre il consumo di carne. Legume versatile, si può cucinare a mo’ di zuppa, di purea, oppure in abbinamento con le verdure amare (cicerchie e cicorie, ad esempio, è un tipico piatto lucano). E’ ottimo pure con i pomodorini o i cereali integrali, in entrambi i casi aromatizzato con spezie e condito con olio extravergine d’oliva.

Sul versante delle controindicazioni, la cicerchia è sicura a patto che venga consumata in modo corretto. Questo significa che non bisogna esagerare con le quantità (70-80 g di prodotto secco per porzione), mangiarla massimo due volte a settimana e rispettare sia l’ammollo che la cottura prolungata. Ovviamente, se il prodotto acquistato li richiede. In commercio, infatti, si trovano cicerchie decorticate che non necessitano di ammollo e cottura lunga.

In ogni modo, è sconsigliato il consumo a coloro che hanno problemi renali o soffrono di iperossaluria, gotta, intestino irritabile o colon sensibile. Attenzione anche per quanti hanno allergie accertate ad altri legumi.