cibo sintetico Coldiretti
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Non si ferma l’iniziativa di Coldiretti, l’idea di promuovere una legge per vietare il cibo sintetico continua

Tempi duri per la Coldiretti, che da sempre rappresenta e supporta l’agricoltura italiana sempre in prima fila per difendere il cibo sano, oggi si trova a dover combattere una battaglia che già in passato sembrava inevitabile e che ora, che è realtà, rischia di inasprirsi sempre di più. Si tratta della lotta al cibo sintetico, che l’associazione sta cercando di attuare attraverso una raccolta firme.

Il progresso scientifico sta trovando soluzioni sempre nuove alla necessità di sfamare un numero sempre maggiore di persone, cercando di porre rimedio allo sfruttamento incondizionato degli allevamenti, i primi imputati come responsabili del cambiamento climatico. Negli ultimi tempi si è iniziato a parlare di cibo sintetico, come possibile soluzione al problema.

Coldiretti però non ci sta ed è decisa a combattere questo nuovo prodotto con tutte le sue forze. Come? Attraverso una campagna di raccolta firme, che l’associazione ha voluto estendere a tutto il territorio nazionale. Lo scopo è promuovere una legge che ne vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione in Italia. Secondo la Coldiretti infatti, si tratterebbe di un prodotto in grado di mettere a rischio il futuro degli allevamenti, oltre che dell’intera filiera dei prodotti alimentari italiani.

Sin da subito Coldiretti è stata molto chiara sulla posizione in merito al cibo sintetico. Ha infatti specificato che “per quanto riguarda la carne da laboratorio la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche. Non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali. Non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare. Si tratta di un bene che non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore e non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato”.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. Una cosa però è certa: la battaglia della Coldiretti è solo all’inizio.

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