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Chicza, la chewing-gum biodegradabile ottenuta naturalmente dalla gomma dell’albero di Manilkara, il chicle

Nei Chewing-gum si trovano sostanze sia per noi che per l’ambiente: oltre ad aromi e cere, anche prodotti derivati dal petrolio: butadiene, butilidrossianisiolo (BHA), polivinil acetato, e il pericoloso aspartame. Come risaputo molti di questi sono ingredienti potenzialmente cancerogeni e tossici per la salute umana. E ci mettono circa 5 anni per degradarsi.

Le strade e i marciapiedi ne sono pieni e le amministrazioni cittadine devono spendere soldi pubblici per toglierle: dagli 0,10 fino ai 2 euro in base al sistema usato, vapore o sostanze chimiche. Una spesa totale che ammonta a circa 23 miliardi di euro l’anno.

Ed è qui che arriva Chicza, la nuova chewinggum biodegradabile, prodotta solo con gomma naturale dell’albero di Manilkara, il chicle.

Anche chiamato Chicozapote, questo vegetale cresce fino a 30 metri in altezza ed è endemico delle foreste tropicali nello Yucatan, Messico. Oltre a fornire il chicle, ovvero il liquido gommoso alla base delle nostre chewinggum, produce anche un frutto commestibile di forma molto simile alle nespole chiamato sapodilla caratterizzato da un incredibile profumo di miele.

L’estrazione del chicle è completamente eco-friendly in quanto l’albero, che fornisce dai 3 ai 5 Kg di materiale gommoso, viene inciso per far colare la resina e viene poi lasciato riposare addirittura 5-6 anni in modo da non danneggiarne l’equilibrio vitale. Uno sfruttamento quindi non intensivo.

La gomma estratta viene poi bollita, fatta seccare in mattoncini e dolcificata utilizzando lo sciroppo d’agave, dall’indice glicemico minore pure del miele.

Questa gomma si degrada in 6 settimane ed è solubile in acqua. Può diventare cibo per uccelli e pesci.

La produzione avviene grazie ad un sistema di associazionismo cooperativo della comunità dei chicleros, ritenuti i discendenti dei Maya.