cavolo cinese
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Quali sono le proprietà del cavolo cinese? Scopriamole tutte, insieme agli usi e alle controindicazioni da tenere a mente.

Chiamato anche cavolo di Pechino, pak choi o bok-choy, il cavolo cinese, il cui nome scientifico è brassica pekinesis, è un ortaggio appartenente alla famiglia delle cruciferae. Originario della Cina e dell’est dell’Asia, oggi viene coltivato in tutto il mondo. A forma di cesto, può arrivare a pesare anche 1,5 kg. All’apparenza simile alla bietola, ha un cesto di foglie più chiuso e foglie maggiormente carnose, verde brillanti all’esterno e più chiare quasi bianche verso l’interno. Le coste sono lunghe, di una tonalità bianca o argentata.

Ricco di vitamine A, B2, C, K e acido folico, il cavolo cinese vanta molti sali minerali, soprattutto calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio e zolfo. Inoltre, contiene principi attivi come polifenoli, antiossidanti e carotenoidi. Considerato un ortaggio diuretico e detossificante, è utile anche per contrastare l’anemia. Inoltre, aiuta a combattere la ritenzione idrica (cellulite e tutte le altre problematiche di stagnazione dei liquidi), la pressione alta, il colesterolo, i radicali liberi e le problematiche del sistema intestinale (dalla digestione lenta alla stitichezza). Ciliegina sulla torta, l’inserimento nella dieta consente di aumentare le difese immunitarie in modo del tutto naturale e tenere sotto controllo il peso: 100 grammi di pak choi apportano solo 19 Kcal.

cavolo cinese tagliato
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Cavolo cinese: usi e controindicazioni

Il cavolo cinese si può consumare sia crudo che cotto, in tante ricette sia sfiziose che semplici: dalle insalate alle minestre, passando per i secondi e i contorni. Due precisazioni: le foglie hanno un sapore leggermente più amarognolo, mentre il gambo necessita di qualche minuto in più di cottura. Se volete gustare al massimo il suo sapore non dovete fare altro che cuocerlo al vapore e condirlo con un filo di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale.

Sul versante delle controindicazioni, il cavolo cinese è considerato un ortaggio privo di effetti collaterali. Soltanto coloro che hanno problemi alla ghiandola tiroidea dovrebbero fare attenzioni alle quantità, senza mai esagerare perché potrebbe interferire negativamente con la sintesi degli ormoni tiroidei.