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Quali sono le proprietà della cascara? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere bene a mente.

Chiamata anche cascara sagrada, la cascara, il cui nome scientifico è Rhamnus purshiana, è un arbusto originario della costa pacifica dell’America. Molto diffuso in Cile e in California, oggi si trova in commercio in tutto il mondo. Cresce spontaneamente nelle zone umide e assolate e sopporta anche le temperature fredde. Come rimedio naturale è utilizzata la sua corteccia, che viene raccolta nella stagione secca e lasciata a seccare almeno per un anno prima dell’uso. Questo tempo di riposo piuttosto lungo consente alla pianta di perdere alcune sue caratteristiche che creerebbero effetti collaterali all’organismo umano.

La principale proprietà della corteccia è data dagli antrachinoni, ovvero dei composti dall’effetto lassativo. Sono loro a stimolare la contrazione della muscolatura del colon, aumentando la peristalsi intestinale e favorendo l’evacuazione. Non solo, la cascara è in grado di aumentare la secrezione di acqua e sali da parte dell’intestino, facendo diventare più morbide e aumentando il volume delle feci. Ergo: l’evacuazione è facilitata. Pertanto, questo rimedio naturale è particolarmente indicato quando si soffre di stitichezza cronica o di stipsi occasionale, ma è utile anche per favorire la digestione.

cascara mano radice
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Cascara: usi e controindicazioni

La cascara si trova in commercio sotto forma di estratto secco o integratore. Nel primo caso, potete impiegarlo per preparare un ottimo infuso oppure polverizzate la radice con un mortaio e aggiungetela a marmellate o miele. E’ bene sottolineare che l’effetto lassativo si manifesta dopo 6/12 ore dall’assunzione.

Per quel che riguarda le controindicazioni, la cascara si utilizza saltuariamente, massimo un paio di volte a settimana, ricordando che il trattamento non deve mai andare oltre le due settimane. In ogni caso, l’assunzione è sconsigliata a quanti hanno ipersensibilità ad uno o più componenti, alle donne incinte e in allattamento e ai bambini. Anche quanti soffrono di colite, intestino irritabile, occlusione intestinale e malattie epatiche, renali o cardiache devono tenersene alla larga. Infine, onde evitare effetti collaterali come diarrea e dolori addominali, tenete bene a mente che le dosi consigliate non vanno mai superate.