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Un business crescente, quello del riciclo fotovoltaico, secondo il report di Irena

Che fine fanno i pannelli fotovoltaici buttati? Il tema del loro riciclo non è attualmente al centro dei riflettori, ma potrebbe presto diventarlo. Essendo la vita stimata per un impianto di 30 anni, non manca molto per affrontare il problema. Consideriamo inoltre che il fotovoltaico è un crescita: entro il 2050 è previsto un incremento del 1800% in termini di GW prodotti.

Parliamo dunque di una economia potenzialmente molto ingente, parallela a quella del solare. A sostenerlo è il reparto ‘End-of-Life Management: Solare Photovoltaic Panels’ redatto da Irena, l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili. Si tratta del primo studio dedicato al business della gestione dei rifiuti fotovoltaici.

Dati

Il documento fornisce la prima volta la proiezione della quantità di raee solari nel futuro a lungo termine. Dalle 250mila tonnellate di rifiuti da pannelli fotovoltaici prodotte nel 2016, si passerà entro il 2030 a 1,7 milioni di tonnellate e al 2050 si arriverà a quota 60-78 mln di tonnellate di moduli a fine vita. Se si investisse seriamente in un sistema di smaltimento, il valore di tutte le materie recuperabili potrebbe essere nel 2030 pari a 450 mln di dollari, il corrispettivo sufficiente alla fabbricazione di 60 mln di nuovi pannelli. E nel 2050 si potrebbe arrivare a un business da 15 miliardi di dollari, sufficiente a produrre la bellezza di due miliardi di nuovi moduli o essere venduto nei mercati internazionali delle materie prime. Attualmente le migliori tecnologie oggi sul mercato permettono infatti di recuperare un pannello al 98% del suo peso.


Sono tre le direzioni verso le quali bisognerebbe andare secondo Irena: adottare nuove norme specifiche per i raee solari; investire in nuove infrastrutture per la gestione dei rifiuti e nell’espansione di quelle esistenti e promuovere innovazione e ricerca. Ma l’investimento in questo campo deve essere quanto mai tempestivo.