Bugola
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La bugola, nota anche con il nome di erba di San Lorenzo, ha tantissime proprietà. Quali sono gli usi e le controindicazioni?

Nota anche con il nome di erba di San Lorenzo, la bugola è una pianta erbacea che solitamente cresce nei prati incolti fertili e lungo i sentieri. Ha molte proprietà e le sue foglie sono largamente utilizzate per scopi terapeutici. Conosciuta fin dai tempi dei tempi, nella medicina popolare era impiegata soprattutto per trattare le emorragie e combattere le intossicazioni del fegato. La bugola vanta proprietà antinfiammatoria, astringente antisettica e cicatrizzante.

E’ consigliata in caso di disturbi intestinali, infezioni a carico del cavo orale e per favorire il processo digestivo. Per uso topico, invece, è utile per trattare lesioni cutanee, come piaghe da decubito, ferite, abrasioni e screpolature. Infine, gli integratori a base di erba di San Lorenzo sono consigliati in caso di iperplasia prostatica benigna, caduta dei capelli, alopecia androgenetica e acne.

Bugola
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Bugola: usi e controindicazioni

La bugola contiene anche diterpeni neo-clerodanici ad azione epatotossica, pertanto il suo impiego a uso interno risulta oggi sconsigliato. L’erba di San Lorenzo può comunque essere utilizzata sotto forma di infuso da utilizzare per: ferite cutanee, emorroidi, per effettuare gargarismi e come collutorio naturale in caso di infiammazioni della bocca, delle gengive e della gola. Vi basterà mettere in infusione 3 grammi di foglie essiccate in 100 ml di acqua bollente per 5 minuti.

In commercio sono disponibili ottimi integratori a base di estratti di bugola che contengono composti isolati dalla pianta, in particolare il lamiusolide A o teupolioside. Prima dell’utilizzo, però, è sempre consigliato chiedere il parere del medico curante.