
Il Governo ha approvato anche per il 2026 il bonus mobili: vediamo quali sono i requisiti per ottenerlo, gli importi e le spese riconosciute.
Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo ha deciso di prorogare per un altro anno il bonus mobili. Molti italiani hanno già usufruito in passato del contributo e altrettanti si preparano a utilizzarlo, ma i requisiti sono sempre gli stessi? E gli importi? Procediamo per gradi. Innanzitutto, è bene chiarire che l’incentivo spetta a coloro che devono arredare strutture oggetto di interventi di recupero edilizio, avviati a partire dall’1 gennaio dell’anno precedente a quello di acquisto. Questo significa che, per usufruirne bisogna aver iniziato i lavori di ristrutturazione almeno nel 2025.
Attenzione, però, perché le spese per gli interventi edilizi non devono essere necessariamente sostenute prima di quelle per i mobili. Ciò che conta al fine di ottenere il bonus è la data d’inizio lavori, che deve essere antecedente e si può ottenere tramite abilitazioni comunali, comunicazioni all’ASL o attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Non importa se l’arredo interessa una prima casa o una seconda abitazione, così come non è vincolante il fatto che sia destinato a singole unità abitative o a parti comuni di strutture residenziali. Pertanto, il requisito è uno: che l’acquisto sia legato a interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.

Bonus mobili 2026: importo e domanda
Il bonus mobili 2026 può essere richiesto anche da coloro che hanno immobili danneggiati dalle calamità naturali come il terremoto, a patto che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza. Ovviamente, i lavori devono sempre essere stati iniziati almeno nel 2025. Al contrario, sono esclusi le opere di manutenzione ordinaria, come la sostituzione degli infissi o del pavimento.
Per quanto riguarda l’importo, l’incentivo consiste in una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute, fino a un limite massimo di 5.000 euro per unità immobiliare. La somma, come già avvenuto in passato, sarà suddivisa in dieci rate annuali di pari importo.









