
Come funziona il bonus agricoltura 2025? Si possono ottenere fino a 900 euro per ettaro, ma ci sono regole da rispettare.
Con un fondo di 38,7 milioni di euro, il bonus agricoltura 2025 mira a promuovere aziende e allevamenti che scelgono modelli produttivi a basso impatto ambientale. Possono accedere tutti coloro, sia agricoltori singoli che associati che enti pubblici gestori di aziende agricoli e altri del territorio, che si sono costituiti impresa alla data dell’1 gennaio 2025. Ovviamente, affinché il contributo venga riconosciuto, i richiedenti devono impegnarsi a mantenere le condizioni imposte per i successivi 5 anni.
Nello specifico, si parla di:
- Produzione integrata: uso sostenibile di prodotti fitosanitari e fertilizzanti;
- Tecniche lavorazione ridotta dei suoli: promuove l’adozione di tecniche di agricoltura conservativa;
- Cover crops: colture di copertura sulle superfici a seminativo;
- Gestione dei prati e dei pascoli permanenti: salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi, tutela delle risorse naturali come suolo e acqua;
- Gestione attiva infrastrutture ecologiche: fasce tampone boscate, siepi, filari, zone umide;
- Allevatori custodi dell’agrobiodiversità: allevamento di razze locali a rischio di erosione genetica;
- Riduzione impiego fitofarmaci;
- Impegni specifici uso sostenibile dei nutrienti;
- Impegni specifici risaie: per favorire la tecnica della semina in acqua razionalizzando l’uso della risorsa irrigua e migliorando l’habitat per specie tipiche degli ambienti umidi;
- Produzione biologica: per sostenere le aziende che adottano il metodo di produzione biologica certificata.
Pertanto, possono accedere al bonus agricoltura 2025 coloro che si occupano di colture seminative, foraggere, orticoli, viti, fruttifere e olivo.

Bonus agricoltura 2025: importi e domanda
Il bonus agricoltura consente di ricevere fino a 900 euro per ettaro di terreno. La domanda si può presentare fino al 15 maggio 2025 sul portale SisCO, ma al momento interessa solo gli utenti che risiedono nella Regione Lombardia. I beneficiari si impegnano a “rispettare i disciplinari di produzione integrata (DPI) approvati a livello regionale alla corretta tenuta del registro delle operazioni colturali (inclusi i trattamenti fitosanitari e le fertilizzazioni) e di magazzino previste dai disciplinari di produzione integrata e dalle norme di adesione a SQNP“.
E’ fondamentale contribuire alla riduzione della lisciviazione dei nitrati nelle acque, al miglioramento della struttura e fertilità del suolo, all’aumento del sequestro di carbonio organico nel suolo, alla riduzione dei fitofarmaci e delle emissioni di gas serra e più in generale all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia della biodiversità, alla fornitura dei servizi ecosistemici e alla tutela delle risorse naturali.









