
Gli esperti lanciano l’allarme: le bevande energetiche potrebbero aumentare il rischio ictus. Emblematico il caso di un uomo.
Negli ultimi anni, il consumo di bevande energetiche è aumentato a dismisura. Non solo, è scesa moltissimo anche l’età delle persone che bevono quotidianamente uno o più energy drink. Eppure, è risaputo che bibite di questo tipo sono tutt’altro che salutari, quindi viene spontaneo chiedersi: perché farsi male? Quesiti a parte, una notizia dell’ultima ora ha riacceso i riflettori su questo ‘settore’ del beverage, in quanto la consumazione costante è associata a un rischio maggiore di ictus.
A lanciare l’allarme è stata Martha Coyle, della Stroke Unit dei Nottingham University Hospitals NHS Trust, tramite la pubblicazione di un caso clinico sulla rivista BMJ Case Reports. La dottoressa ha riportato la vicenda di un 50enne, in salute e in buona forma fisica, che consumava otto lattine di bevande energetiche al giorno. L’uomo ha avuto un ictus nel talamo, ossia la regione cerebrale che regola la percezione sensoriale e il movimento.
Al momento del ricovero, il 50enne lamentava debolezza e intorpidimento lungo tutto il lato sinistro del corpo e gravi difficoltà di equilibrio, deambulazione, deglutizione e linguaggio. A tutto ciò si aggiungeva una pressione sanguigna critica, 254/150 mm Hg, che neanche con la somministrazione dei farmaci è tornata stabile. Soltanto quando i medici hanno scoperto la sua ‘dipendenza’ dagli energy drink e gli hanno imposto la sospensione, la sua pressione è tornata alla normalità.

Bevande energetiche e rischio di ictus: cosa c’è di vero?
Dopo la sospensione delle bevande energetiche, la pressione dell’uomo è tornata alla norma, ma le problematiche legate all’ictus sono rimaste. Pure a distanza di otto anni, il danno neurologico non è stato completamente reversibile. Il 50enne ha dichiarato: “Ovviamente non ero consapevole dei pericoli che l’assunzione di energy drink mi stava causando. Ho continuato ad avere intorpidimento al lato sinistro della mano, delle dita delle mani, del piede e dei piedi anche dopo 8 anni“.
Il collegamento tra consumo, anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di abuso, e ictus è chiaro. Gli esperti che hanno lavorato al caso, infatti, hanno sottolineato che queste bevande sono dannose soprattutto perché i consumatori non li percepiscono come una minaccia per il cuore e l’arterie.
“Sebbene le prove attuali non siano conclusive, data la letteratura in continua crescita, l’elevata morbilità e mortalità associate a ictus e [malattie cardiovascolari] e gli effetti negativi ben documentati sulla salute delle bevande ad alto contenuto di zucchero, proponiamo che una maggiore regolamentazione delle vendite [di bevande energetiche] e delle campagne pubblicitarie […] potrebbe essere vantaggiosa per la futura salute cerebrovascolare e cardiovascolare della nostra società“, hanno sottolineato i medici.









