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Un computer sostenibile, dal design singolare, che usa il legno di scarto e una pianta per consumare molto meno di un pc standard

Sembra quasi un’immagine creata a hoc, ma è un vero e proprio computer sostenibile, un connubio di tecnologia e natura all’insegna del risparmio energetico.

Il dispositivo

Si chiama Atmo, ed è la nuova invenzione a tema green. Nasce con l’idea di sostituire qualcosa di tremendamente vecchio come i pc con la memoria incassata nella torretta e messa sotto la scrivania. Consuma soltanto un quinto, ovvero il venti per cento, di un normale personal computer e il consumo energetico, ragionando in termini di bolletta è di appena 30 euro l’anno. Nella scocca in legno il pc monta una Peperomia, una piantina sempreverde che grazie al calore del processore e alla luce proveniente dall’esterno avvia il processo di fotosintesi clorofilliana liberando ossigeno nell’aria circostante.

AtmoPc

La parte soprastante lo scarico del pc è composta da sassolini di ghiaia che si surriscaldano durante l’uso del dispositivo, in modo da creare un brucia essenze. Il tutto è stato pensato affinché la pianta migliori l’aria immettendo nell’ambiente lavorativo o casalingo dell’ossigeno, mentre i sassi permettano il rilascio di profumi a scelta grazie al calore del dispositivo.


Il progetto, dichiarano i due padri di Atmo, Fabio e Filippo è nato quasi per gioco, utilizzando dei legno di risulta, cioè degli scarti di falegnameria, che sarebbero andati buttati per creare il cassone del pc che avrebbe ospitato chip e schede. Una trovata come questa, per quanto singolare, funge soprattutto da monito al sovrautilizzo di materie prime nell’immenso settore produttivo dei pc, che sta crescendo in maniera incontrollata portandosi dietro quantità enormi di inquinamento.