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Storia contemporanea e arte

Presso la Galleria S.A.L.E.S. in via dei Querceti 4 di Roma si è tenuta nel 2010 la mostra Sale interne di Flavio Favelli (Firenze 1967). Autore di opere che suggeriscono un legame intimo e profondo con la memoria, personale e sociale. Il processo di recupero di sensazioni e vissuti avviene materialmente attraverso l’uso di materiali di scarto – ballatoi, balaustre, cancelli, lampadari, panche, porte, scarpe, tavoli, tappeti, sedie, specchi.

Sale interne

Sale interne nasce da un ricordo d’infanzia. Il titolo infatti si ispira ai cartelli e alle insegne luminose, collocate di solito all’interno di ristoranti e trattorie, che l’artista dichiara di aver osservato spesso da piccolo. Da qui l’idea di Favelli di ricavare una stanza (7,50 m x 3 circa) dove il visitatore è sospeso in uno spazio che richiama interni familiari alla nostra tradizione.

La stanza – denominata Sale interne 2010 – ha pareti di boiserie in legno scuro, austero. L’ambiente propone una mescolanza stilistica di sacro e profano ricordando una canonica, un ufficio pubblico come pure una piccola area riservata di una villa d’epoca. Un’immagine di piazza Navona richiama la città ospite, mentre il pavimento racchiude elementi decorativi floreali realizzati con smalti industriali e ispirati alla pavimentazione delle chiese italiane medievali.

Installazioni e memoria

La seconda sezione include Quattro assi neon, un’illuminazione che l’artista ha ritrovato in un circolo di bridge e nella sala finale ci sono disegni e collages eclettici realizzati nuovamente su legno, specchi e stoffe. Bianco, rosso e verde è una bandiera italiana in versione francobollo ovvero i tre colori sono stati ricavati da un collage di francobolli in lire del medesimo colore disposti in modo meticoloso.
Stessa tecnica anche per tavole di sfumature con gradazioni e variazioni cromatiche. Per terra è stato collocato un tappeto-collage di pezzi completamente diversi tra di loro.

Arte, veicolo di messaggi e valori

Le opere acquistano una valenza astratta: oggetti e simboli che fanno emergere sottili connessioni tra l’immaginario dell’artista e quello dello spettatore dentro luoghi di ritrovo che condividiamo. Anche uno specchio tondo con dentro scritto Punta Raisi, l’aeroporto di Palermo dedicato alla memoria dei magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.